Mar 14 Mag 2019 - 1010 visite
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‘Mondo animale’, la Ferrara ‘pet-friendly’ di Firrincieli

Dalla clinica veterinaria pubblica agli indicatori di pericolosità sociale: il candidato di InnovaFE inserisce gli amici a quattro zampe fra sicurezza e benessere

di Cecilia Gallotta 

“Rendere Ferrara una città pet-friendly”. Fra le priorità del candidato sindaco Andrea Firrincieli e della sua lista InnovaFE c’è anche il mondo animale, nel senso metaforico e letterale del termine: ‘Mondo animale’ costituisce infatti il punto numero sette del programma, inserito nel settore ‘Benessere’ ed esposto alla stampa dalla capolista Ilaria Marzola, portavoce dell’omonima associazione.

Attivare una clinica veterinaria pubblica, con relative tariffe agevolate, creare un polo delle diverse associazioni animaliste “ad oggi dislocate”, e aprire un punto di ricovero per animali: queste tre delle principali proposte della lista, “guidata da candidati più che mai trasversali” afferma Firrincieli, oltre ad un “miglioramento dei servizi già presenti sul territorio, del coinvolgimento in tal senso dei cittadini e degli enti locali, e della creazione di un sito web che possa fornire informazioni sui servizi, dalle convenzioni coi ristoranti alla sanità”, illustra Marzola.

Ma il mondo animale sconfina dal settore ‘benessere’ e arriva fino al tema sicurezza, perché “c’è una letteratura scientifica sconfinata che studia la stretta correlazione tra il maltrattamento e l’uccisione degli animali e la violenza interpersonale, o qualsiasi altra condotta deviante, antisociale o criminale”, spiega Francesca Sorcinelli di Link Italia, il progetto che dal 2009 “non era mai fino ad ora stato inserito in un programma politico”.

Eppure “la potenziale utilità nel campo della prevenzione è enorme” secondo Sorcinelli, che esemplifica come il maltrattamento o uccisione commesso da un minore possa essere un campanello d’allarme sulla situazione sociale che il minore stesso vive, oppure come i comportamenti violenti sugli animali possano fungere da indicatore di pericolosità sociale di un soggetto.

“Senza pensare poi – conclude – al fatto che non esiste un protocollo d’intesa nel momento in cui in una famiglia c’è un animale domestico; e succede così che, per esempio, che c’è chi non esce di casa per non lasciare il proprio animale da solo con il carnefice, finendo per rimanerci entrambi”.

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