Gio 2 Mag 2019 - 1044 visite
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Il comandante della municipale contro Sulpl: “Gioca una battaglia per i suoi scopi”

Ciarlini replica a Falcitano: "Attrezzature all'avanguardia, non c'è bisogno di militarizzazione. Fornire false informazioni non è un bel servizio"

La carenza di personale è reale ma le attrezzature sono all’avanguardia, specie in un territorio che non necessita di essere militarizzato. È una visione totalmente diversa della situazione in cui versa il Corpo della polizia municipale dell’Unione dei Comuni “Terre e Fiumi” quella fornita dal comandante Carlo Ciarlini in risposta alle criticità segnalate da Luca Falcitano, coordinatore del Sulpl (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale).

“Vorrei, come sintetica risposta a quanto rappresentato dal Sulpl – sigla sindacale che mai ha partecipato alle trattative sindacali e solo ultimamente si è fatto vivo – come ‘appello ai candidati sindaci’, dare una giusta rappresentazione delle cose” premette il comandante Ciarlini .

Si parte dal problema del personale che “è reale, ma dipende dallo strano meccanismo che non permette un rapido adeguamento che pareggi le fuoriuscite (pensionamenti, mobilità….) con le entrate. È un problema non solo delle polizie locali nazionali, ma di tutta la pubblica amministrazione. Il numero di 35 agenti previsti dalla normativa regionale è una consapevole inesattezza. La legge regionale – che il sindacato dovrebbe conoscere bene – fa presto i conti. Senza fare matematica il numero di addetti sommando il coefficiente di legge per ogni singolo comuni porterebbe a 27 unità, che poi vengono portate a 30 ma con possibile flessibilità. In sostanza mancano 5 unità che si sta cercando di sostituire”.

Strumenti carenti e obsoleti? “Le attrezzature sono all’avanguardia, checché ne dica il sindacato per i suoi scopi – critica il dirigente della polizia municipale -. I veicoli ci sono (e per quest’anno sono previste sostituzioni dei veicoli più vecchi, ma non solo), l’etilometro (uno nuovissimo in arrivo, dopo saranno 2) c’è e i precursori anche. Di che stiamo parlando?”.

E poi “il regolamento del corpo è datato (2011), ma attuale. Se si leggesse, già allora in uno slancio di ‘veggenza’ si era prevista la possibilità di dotare il personale di strumenti di autotutela ulteriori… se ce ne fosse stato bisogno. Non mi pare che questo territorio – alcuni marginali episodi a parte – necessiti di essere militarizzato. Se non mi sbaglio l’agente neo rappresentante del Sulpl lavora in un comando (Ferrara) che ha fatto la scelta di non dotare il personale di armi”.

Un altro capitolo riguarda l’indennità di ordine pubblico che “a Ferrara viene presumibilmente riconosciuta a fronte di servizi specifici quali stadio e altre manifestazioni rilevanti, per le quali siamo in ausilio alle forze di polizia dello Stato. Qui la riconosciamo per il Palio?” si domanda Ciarlini, che prosegue: “La sinergia con le altre forze di Polizia (qui i Carabinieri) è evidente, costante e fattiva, con una consapevole parziale differenziazione di ruoli e competenze. Non so le fonti che suggeriscono questo, ma spesso la collaborazione è rafforzata da rapporti interpersonali di stima e fiducia reciproca”.

Il pensiero del comandante della polizia locale è chiaro: “Che ognuno giochi le sue battaglie ci sta, ma che dia informazioni non corrette o prive di fondamento non è un bel servizio a chi deve decidere e farsi una opinione”.

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