Ven 26 Apr 2019 - 674 visite
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Vulandra, da 40 anni in cielo

Fino a domenica più di 200 aquilonisti al Parco Urbano di Ferrara

di Cecilia Gallotta

Sono passati quarant’anni da quando il primo aquilone della Vulandra spiccava il volo, sopra l’argine del Po. “E non avremmo mai pensato di arrivare fin qui”. Parola di Maurizio Cenci, presidente del Gruppo Aquilonisti Vulandra, che ieri (giovedì) ha dato il via al Parco Urbano a un promettente anniversario di quello che si può senza ombra di dubbio definire il festival degli aquiloni numero uno in Italia (che terminerà domenica 28).

“E in Europa ci stiamo arrivando” sorride; tant’è vero che quest’anno sono venti i nuovi aquilonisti che da Svizzera, Ungheria e addirittura Australia hanno deciso di mettere piede alla Vulandra, andando ad aggiungersi ai circa 200 ospiti ‘affezionati’ che non potevano mancare a questa speciale edizione.

“Alcuni dei nostri ospiti, a cui noi paghiamo sempre vitto e alloggio e rimborso viaggio – racconta Cenci – sono stati anche a Berck sur Mer, nel nord della Francia, in assoluto il più grande festival di aquiloni in Europa. E quest’anno ci siamo andati anche noi, portandoci a casa una vittoria: quella per la creatività, con la nostra realizzazione ‘Wind Man’, L’uomo del vento’ (nella foto, ndr). Una bella soddisfazione”.

Ma la firma dell’edizione di quest’anno è ‘Trilogy’, l’aquilone ‘a tre ali’, che i professionisti si sono sbizzarriti a rivisitare graficamente, creando uno spettacolo di forme e colori che ha pervaso gli stand del Parco Urbano.

Immancabile in tutte le edizioni la riproduzione di Cody, il primissimo aquilone della storia che deve il suo nome al suo inventore, a fine Ottocento, Samuel Franklin Cody, precursore dell’inventore dell’aeroplano. E se c’è qualcuno che di volo se ne intende, quello è Leonardo Da Vinci, di cui il 5 maggio ricorre la morte, e che gli organizzatori hanno voluto ricordare con un totem vicino agli stand.

“La cosa che ha sempre contraddistinto il festival, fin dall’inizio – spiega Cenci – è la voglia di fare gruppo. Questo ha favorito la sinergia con il mondo dell’associazionismo, ma soprattutto è per questo che ha cominciato presto a crescere ed allargarsi. Così nell’88 ci hanno dato la possibilità di trasferirci al Parco Urbano. Ma fin da prima ha iniziato ad essere già internazionale: agli inizi degli anni Settanta nacque anche la prima associazione di aquilonisti italiani, e c’era un festival, a Castiglione del Lago, in provincia di Perugia, col quale ci mettevamo d’accordo con le date, cosicché gli ospiti stranieri potessero fare un tour completo. E adesso, fra gli aquilonisti, passa quasi il messaggio che se non vai alla Vulandra, non hai concluso il tour”.

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