Sab 20 Apr 2019 - 408 visite
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Il messaggio di Perego ai giovani: “Più responsabilità per non scimmiottare gli adulti”

Durante gli auguri pasquali, l'ingegner Zanella fa il punto sulla ricostruzione post sisma: "In sette anni scavallato la metà delle esigenze della diocesi"

di Simone Pesci

La Pasqua è alle porte, e l’occasione diventa propizia per monsignor Gian Carlo Perego di lanciare il suo messaggio di auguri, rivolto soprattutto ai giovani. “In questa Pasqua abbiamo – esordisce l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio – voluto guardare soprattutto a loro, quelli che non lavorano né studiano, gli universitari, i disoccupati in una provincia con il tasso di disoccupazione fra i più alti in Regione e questo deve preoccupare, quelli che abbandonano la scuola il cui tasso è il più alto di tutte le provincie regionali, i giovani immigrati. Ma anche quelli che frequentano le nostre parrocchie, quelli che vanno all’estero con Ibo”.

Molto evocativo anche il biglietto di auguri, raffigurante un particolare della “Resurrezione” dipinto da Domenico Mona e ospitato nella chiesa di San Francesco “che è stata riaperta, e ci dice come le chiese stanno risorgendo anche se il cammino è ancora lungo” afferma Perego, che sostanzialmente introduce l’intervento di don Stefano Zanella, deputato a tracciare un bilancio sullo stato degli edifici di culto a sette anni dal sisma.

“Sono state riaperte 20 chiese per un totale di 6 milioni di euro spesi, comprensivi dell’intervento alla facciata della Cattedrale” informa Zanella, il cui rendiconto prosegue con l’elencazione delle sette gare d’appalto in corso, dei sei cantieri in corso, degli undici progetti inviati in Regione in attesa di congruità e delle 23 chiese il cui progetto è stato assegnato ma è ancora da inviare in Regione, e per questi l’auspicio è “inviare la documentazione almeno per l’80% dei progetti entro il 2019”.

“Al termine dei primi 7 anni di terremoto abbiamo già scavallato metà delle esigenze della diocesi” spiega ancora il direttore dell’Ufficio tecnico-amministrativo diocesano. Nel frattempo, prosegue il restauro della Cattedrale – “i puntelli dovrebbero essere approntati a metà maggio, e continua l’indagine conoscitiva” illustra Zanella -, mentre la zona del bondenese dovrebbe “essere finita in questa annualità, poi ci sarà da finire tutta la zona verso Copparo”.

Prosegue senza sosta la costruzione della chiesa di via Arginone, per la quale a Zanella si illuminano gli occhi: “L’edificio in sé è già finito. Entro maggio inizieranno i lavori al tetto dell’oratorio e alla sala. E’ un’architettura contemporanea di grande pregio, vorremmo riuscire ad aprirla il giorno di San Giacomo (25 luglio, ndr) del 2020”. In gran parte il complesso dell’Arginone è stato finanziato con l’8xmille e con il contributo della Cei, che complessivamente hanno erogato per il progetto quasi 2milioni e 800mila euro.

Nel 2019 Ferrara, come rivela don Graziano Donà, è invece protagonista della campagna pubblicitaria dell’8xmille, girata anche a Casa Betania, luogo sito in via Borgovado e preposto all’accoglienza: “Il paese dei progetti realizzati è lo slogan, perché tutti soldi dell’8xmille vengono ridistribuiti per realizzare dei progetti” afferma Donà.

Prima di congedarsi, Perego torna invece al principio: “Di fronte alla situazione dei giovani di oggi, sul fatto di chi delinque, serve un supplemento di responsabilità da parte di tutti, fin dalle scuole perché se non si interviene subito accadono fatti che scimmiottano il mondo peggiore degli adulti, come abbiamo visto in questi giorni. Solo attraverso la responsabilità condivisa anche i quartieri più difficili possono tornare ad essere dei giardini come erano. E’ illusione il fatto che solo più polizia può far rinascere un quartiere”. 

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