Gio 18 Apr 2019 - 167 visite
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Visite guidate al Meis per beneficenza

I proventi devoluti alla Fondazione Ant per l'assistenza oncologica domiciliare

Visitatori davanti ai dipinti di Mazzolino (foto di Marco Caselli Nirmal)

Giovedì 2 maggio il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (via Piangipane 81, a Ferrara) organizza insieme ad Ant Italia Onlus un pomeriggio di visite guidate della mostra “Il Rinascimento parla ebraico”. I proventi dell’iniziativa andranno interamente a beneficio della Fondazione Ant e dell’assistenza oncologica domiciliare gratuita che da oltre 30 anni fornisce ai malati di tumore.

Le visite, per gruppi di non oltre 25 persone ciascuno, inizieranno alle 15. Ad ogni partecipante sarà richiesta un’offerta minima di 10 euro.

Per prenotarsi è possibile contattare l’ufficio della Fondazione Ant Italia onlus – Delegazione di Ferrara dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 15, al numero 0532 201819 o alla mail delegazione.ferrara@ant.it. L’ufficio di Ant resterà chiuso nella settimana dal 22 al 26 aprile.

La mostra “Il Rinascimento parla ebraico”, curata da Giulio Busi e da Silvana Greco, affronta uno dei periodi cruciali della storia culturale della Penisola, decisivo per la formazione dell’identità italiana, svelandone un aspetto originale, ovvero la presenza degli ebrei e il fecondo dialogo culturale con la cultura cristiana di maggioranza.

A testimoniarlo, opere pittoriche come la Sacra famiglia e famiglia del Battista (1504-1506) di Andrea Mantegna, la Nascita della Vergine (1502-1507) di Vittore Carpaccio e la Disputa di Gesù con i Dottori del Tempio (1519-1525) di Ludovico Mazzolino, Il profeta Elia e Il profeta Eliseo di Stefano di Giovanni di Consolo detto il Sassetta, dove spuntano a sorpresa significative scritte in ebraico.

Ma anche manoscritti miniati ebraici, come la Guida dei perplessi di Maimonide (1349), l’Arca Santa lignea più datata d’Italia, mai rientrata prima da Parigi, o il Rotolo della Torah di Biella, un’antichissima pergamena della Bibbia ebraica, ancora oggi usata nella liturgia sinagogale.

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