Mar 9 Apr 2019 - 1613 visite
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Il consiglio si scalda sulla prospettiva taser, Tagliani respinge l’esistenza della mafia nigeriana in Gad

Tagliani: "Mai censurato l'esercito ma non è sostitutivo del sottorganico della polizia. Di mafia nigeriana sento parlare nei giornali ma mai nei comitati per la sicurezza: non c'è un provvedimento cautelare né un processo che abbia la mafia nel profilo accusatorio"

di Martin Miraglia

È principalmente sui taser che si scalda l’ultima seduta di consiglio del secondo quinquennio Tagliani, alla fine della due giorni che ha visto l’approvazione, oltre del regolamento di polizia municipale, anche di una stretta verso i locali già ‘pizzicati’ in fallo su rumori molesti o alcol a minori, della deroga a Grisù della concessione per l’uso dell’ex caserma Poledrelli e della concessione — in deroga al Rue — all’università di costruire un passante coperto tra palazzo Gulinelli e le scuderie nel corso del restauro post-sisma che farà sorgere proprio nelle scuderie una biblioteca meccanizzata.

“Il decreto sicurezza prevede la possibilità di avviare la sperimentazione per 6 mesi del taser”, ha spiegato il sindaco Tagliani ricordando poi come sia stata la questura a chiedere l’ampliamento sulle 24 ore dei servizi della municipale “e per questo serve una riorganizzazione complessiva del servizio. Abbiamo deciso di mettere chi gestirà la prossima amministrazione di avere una serie di attrezzi per decidere, dalla copertura finanziaria di 1.2 milioni messi a disposizione con l’ultima variazione di bilancio che permetteranno l’assunzione di oltre 20 agenti al regolamento che approviamo oggi che è il presupposto per attivare la sperimentazione. Noi non lo faremo ma rimettiamo la possibilità alla prossima amministrazione di fare quello di decreto sicurezza prevede come ipotesi”.

Sono parole queste che trovano una pura sordità di chiunque nella discussione, che cade nel vuoto, ma non nelle dichiarazioni di voto. Il primo a contestare la scelta è Leonardo Fiorentini (SI), secondo il quale “la scelta della giunta è incomprensibile perché le dotazioni attuali sono usate rarissimamente — i bastoni due o tre volte, gli spray mai — mentre il taser è causa di moltissime morti. Sembra una excusatio non petita all’arrivo annunciato di Salvini in città ricorrendo la destra, io sono orgoglioso che Ferrara sia uno dei pochi capoluoghi che una municipale non armata”.

A stretto giro arrivano anche le rimostranze opposte di Rendine: “L’arma dovrebbe consentire la difesa dei cittadini in difficoltà, non solo dell’agente, e per questo non potrò votare favorevolmente questo testo anche se non va bruciato perché mette le basi per delle modifiche di una nuova maggioranza. E poi se il taser causa una morte ogni 400 utilizzi una Beretta numero 9 lascia un vivo su 400 utilizzi”.

Per Fornasini (FI) invece “abbiamo sollecitato di mettere in condizioni migliori il corpo per anni, prendiamo atto che solo nell’ultimo consiglio la giunta inizi a ragionare come noi. In 5 anni sulla sicurezza non avete fatto nulla, ora adottate questo regolamento e Modonesi vuole armare la municipale: è un tentativo di rifarsi una verginità sul tema?”, mentre Fochi (5S) è più o meno sulla stessa lunghezza d’onda ricordando che “mesi fa chiedemmo l’esercito e ci presero in giro. Il legislatore non può fare altro che adeguarsi a una situazione che peggiora: 15 anni fa a Ferrara di zone dove aver paura di sera non ce n’erano”. Di “azione moralizzatrice in periodo elettorale” parla poi Alessandro Balboni (FdI) che ripete anche lui il concetto dell’insicurezza negata e della sorpresa per l’arrivo dell’esercito.

Marescotti infine annuncia la sua prima astensione perché “ho grosse difficoltà personali rispetto all’utilizzo di quelli che sono comunque mezzi di aggressione”.

Le critiche della destra però fanno comunque infuriare il primo cittadino che risponde ad alta voce nella sua dichiarazione di voto: “Modonesi non ha mai sostenuto di armare la municipale, altrimenti gli avrei ritirato le deleghe. Siamo contrari all’uso del corpo per compiti di pubblica sicurezza, state raccontando balle. Ricordo a Balboni poi che l’esercito non è arrivato per le elezioni ma a settembre 2017 e non abbiamo mai censurato il suo arrivo ma chiesto l’integrazione dell’organico carente della polizia in città, e un contingente di pochissimi uomini dell’esercito non è un sostitutivo in una città che di obiettivi sensibili ha forse solo il Meis e che è in fondo alle classifiche regionali sui reati contro le persone anche in Gad”.

“Abbiamo creato la municipale in piena Gad, un corpo cinofilo e avete visto le attività che facciamo: i risultati si vedono, ci sono situazioni di degrado ma io di mafia nigeriana ne sento parlare sui giornali e in aula, non dal prefetto, non dal questore, non dal comandante della Gdf o dai Carabinieri. Non c’è stato un solo comitato per la sicurezza in cui una forza dell’ordine abbia messo la mafia nigeriana all’ordine del giorno. Non c’è nessun provvedimento cautelare, nessun processo. Qual è l’elemento oggettivo, l’indagine, il professionista, il nigeriano o l’esercizio commerciale che parla di mafia nel profilo dell’accusa? A me non risulta”, aggiunge infine.

Il provvedimento è stato poi approvato con la sola contrarietà di Fiorentini e due astensioni su 21 voti favorevoli.

Una breve querelle è poi arrivata in via parzialmente telematica quando, nella deroga della concessione della factory Grisù, il centrodestra ha prima criticato la scelta — il rinnovo dura due anni e viene approvato a scadenza di mandato — poi però si è astenuto per le ire di Fiorentini che attacca su Facebook: ““I sostenitori del candidato sindaco Fabbri in blocco si astengono sulla delibera di prolungamento della convenzione per l’uso da parte del consorzio factory Grisù della ex caserma dei Vigili del Fuoco. Dai selfie elettorali ai voti in consiglio comunale c’è il mare. E non è di birra”.

Trova infine parere favorevole anche la proposta presentata dall’assessore al commercio Serra per stringere la vite dei locali colpiti dalla riduzione dell’orario a causa di rumori molesti e di alcol servito a minori: d’ora in poi le limitazioni d’orario avranno una prima durata di sei mesi, poi una seconda di un anno e, in caso di ulteriore recidiva, diventeranno permanenti.

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