Lun 8 Apr 2019 - 1306 visite
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La Casa del Sollievo presenta il suo parco

Intitolata al Distretto Rotary 2072, ai sette club dell’area Estense e al Garden Club Estense

di Lucia Bianchini

Tigli, querce, un ciliegio e un melograno sono stati piantati nell’angolo speciale della Casa del Sollievo, il parco inaugurato nel pomeriggio di domenica 7 aprile con la benedizione di monsignor Graziano Donà.

Questa struttura nasce dalla volontà e dall’esperienza di chi assiste i malati, e vedere tutti questi mattoni, queste targhette con i nomi di chi ha contribuito, dimostra il sostegno della cittadinanza a questa iniziativa e in molti casi rappresenta anche un pezzo di sofferenza di chi si è avvicinato a questa realtà con esperienza diretta. È la dimostrazione della dedizione di alcune persone ma anche di una città che ci crede, solidale con chi soffre”, ha sottolineato il sindaco Tiziano Tagliani. Già un gran numero di targhette sono state posizionate lungo i viali, come riconoscimento per tutte le persone che hanno comprato, e che compreranno, anche solo ‘un mattone’ per far proseguire i lavori.

La zona verde è stata intitolata al Distretto Rotary 2072, ai sette Club dell’area Estense e al Garden Club Estense, che si sono impegnati per la sua realizzazione, e questa inaugurazione segna un’altra tappa verso l’apertura ufficiale, che, come ha annunciato Daniela Furiani, sarà il 12 maggio.

Questo parco è pensato come un angolo speciale per i nostri malati – ha sottolineato Daniela Furiani – c’è anche una fontanella che scorre e quindi si può sentire il rumore dell’acqua, che migliora la qualità della vita”. Della stessa idea è Maurizio Marchalis, past governatore del distretto Rotary: “Lo scorso anno mi hanno parlato di questa struttura e abbiamo deciso di dare un contributo, come fondazione, a questo parco: secondo me uno degli aspetti principali è proprio che ogni stanza ha un giardinetto, un elemento estremamente positivo per il malato, che può uscire dalla stanza e stare nel suo giardino”.

Continua l’impegno di Ado per raccogliere i fondi per costruire quello che nel progetto è il ‘cuore pulsante’ della struttura, cioè il teatro: “sarà importante per i malati, per le loro famiglie ma anche per creare un contatto con tutte le persone, un’entrata per sostenere i servizi della struttura e per garantire che questo progetto abbia in futuro un seguito” ha concluso Daniela Furiani.

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