Lun 8 Apr 2019 - 418 visite
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Una rosa di nome Anita per il 74° della Liberazione del paese

E' stata messa a dimora nella piazza della frazione dal vicesindaco e candidato alla poltrona di primo cittadino di Argenta

di Giada Magnani

Anita. Il dottore in agraria, vicesindaco, del Partito Democratico, candidato alla poltrona di primo cittadino del comune di Argenta per il centrosinistra, ha messo a dimora ieri ad Anita, in piazza, i primi germogli di una rosa che ha preso di nome dell’eroina dei due mondi e dell’omonima frazione di Argenta: “Anita”, “Anita Garibaldi”.

Un gesto simbolico questo di Baldini, ma molto significativo, interpretato anche come avvio della sua campagna elettorale. Che, basata in particolare sulla partecipazione sociale, si avvale dello slogan “Corriamo Insieme, per crescere insieme”. Il progetto della “Rosa Anita Garibaldi”, creata da Giulio Pantoli, è nato da un’idea del “Museo e Biblioteca Renzi” di Borghi (Fc) con la collaborazione dell’Istituto Tecnico “Garibaldi – Da Vinci” di Cesena. Ed è stato ripreso anche da una poesia, dal titolo “Anita è il tuo nome” letta sul posto dall’autrice Maria Monti. Del fiore, da ora in avanti, se ne prenderanno cura i volontari dell’associazione “Auser”.

«Si tratta di un evento commovente – ha spiegato entusiasta Fiorentini – e di una grande soddisfazione per il Comune di Argenta, ma anche per tutta la Romagna. Il progetto della rosa si sta diffondendo rapidamente. Qui, ad Anita di Argenta, abbiamo voluto cogliere al volo l’occasione per intitolare un ameno giardino nel centro del paese, non solo perché lei ha avuto una grande importanza per il nostro territorio, come dimostra lo stesso toponimo, ma soprattutto per il fatto che come Amministrazione crediamo fermamente nelle virtù e nei valori esemplari che lei rappresenta come donna emancipata: l’integrità morale, la purezza d’animo, il rispetto verso il prossimo e il senso del dovere, nonché l’amore per la patria, per i popoli e per gli oppressi”.

L’evento rientrava nell’ambito della celebrazione del 74° anniversario della Liberazione del paese. La manifestazione è partita col cosiddetto “Percorso della memoria Collettiva, attraverso il territorio e le sue peculiarità”. Il corteo, con gonfaloni e bandiere, ha preso il via alle 9. Ha fatto tappa, con momenti di raccoglimento, e la deposizione di fiori e corone di alloro, ai cippi dei partigiani di piazzale 2 Dicembre 1944 (ex Madonna Bosco), via Rotta Martinella, Passo di Sant’ Alberto, Oasi di Boscoforte. Al ritorno poi anche ai piedi dei monumenti ai “Caduti”.

A fare gli onori di casa la presidentessa della consulta di frazione, Federica Melandri, e il membro della presidenza Anpi provinciale di Ravenna, Pier Giorgio Oliani. Che, dopo aver posto l’accento sui “sempre attuali ideali della lotta di resistenza e della Costituzione, precursori di libertà e uguaglianza, e di un mondo migliore”, ha passato la parola al sindaco Antonio Fiorentini. Il quale, in sostanza, dopo aver ricordato le giovani vite che, al tempo, si sono immolate, martirizzate, per la Democrazia, ha detto: “Essere in pace oggi non significa solo non essere più in guerra. Ma significa soprattutto aprirsi agli altri, tollerare, prodigarsi contro le povertà, l’emarginazione, indipendentemente dal colore della pelle (e su questo vorrei ricordare che il primo soldato alleato entrato ad Argenta era di carnagione nera) culture, diversità, tradizioni e religioni”.

I festeggiamenti sono poi proseguiti al parco 7 Aprile, con un pranzo, spettacoli di folklore, musica e ballo liscio, con le fruste degli “Sciucaren” e una commedia dialettale. Mentre, dopo 40 anni di sospensione, è tornato, anche se in via sperimentale, il mercato del martedì, che, al momento, ha aperto alcuni banchi di abbigliamento e merceria. Alla commemorazione erano presenti Paolo Calvano e Marcella Zappaterra, consiglieri regionali del Pd, rappresentanze istituzionali, della giunta municipale, delle forze dell’ordine, dell’associazionismo e di militari in congedo.

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