Ancora musica al parco Giordano Bruno con l’ultimo fine settimana di Sinfonie in Giardino
Tra jazz e la grande musica classica di Beethoven. Sono le note che accompagneranno il prossimo weekend di Sinfonie in Giardino
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E’ stata inaugurata questa mattina (25 giugno, ndr) una selezione della mostra itinerante “Giornalisti in viaggio nel tempo” che da oggi sarà esposta nelle sale al piano terra della sede provinciale di Cna Ferrara
Dal 27 giugno al 2 settembre 2026, gli spazi di Alkimia Smart Rooms a Ferrara ospiteranno “Rigorismo costruttivo”, la nuova mostra personale dell'artista e architetto Domenico Fatigati
Dal 24 al 28 giugno il “Nuovo Polo della Creatività” ospita Live Connections, il programma di iniziative culturali gratuite e partecipative rivolte alla cittadinanza
Se la decima edizione di Bonsai doveva, nelle parole che il Direttore artistico Giulio Costa aveva pronunciato inaugurandola, chiudere un ciclo e inaugurarne un altro, il futuro si apre sotto i migliori auspici

Venerdì 5 aprile alle ore 17, presso la libreria Ibs+Libraccio, Giovanni Orsina presenta “La democrazia del narcisismo: breve storia dell’antipolitica”, dialoga con l’autore Giuditta Brunelli con il saluto di Daniele Negri.
L’incontro è promosso dall’Università di Ferrara – dipartimento di Giurisprudenza in collaborazione con Arci Ferrara, scuola forense di Ferrara, Iuss Ferrara 1391 e con il patrocinio di Ateneo di Ferrara, Comune di Ferrara, Ucca e Fondazione Forense di Ferrara.
“Se il populismo è sintomo e non malattia, da dove deriva il nostro rancore?”. Da Tocqueville a Tangentopoli, dal Sessantotto ai giorni nostri, il libro ripercorre la storia del lento divorzio tra cittadino e politica.
“La politica non controlla più il futuro. Ha sempre meno senso, potere, respiro. La sua funzione principale, ormai, è fare da capro espiatorio per il risentimento universale. Solo se riconosciamo che questa crisi ha le sue radici nel cuore della democrazia, e sta montando da almeno un secolo, potremo comprenderla a fondo”.
“Fino a pochi anni fa l’ascesa del populismo veniva interpretata quasi esclusivamente alla luce della crisi finanziaria. Ma se l’economia è tornata a crescere e il peggio sembra passato, perché i cosiddetti «partiti del risentimento» continuano a raccogliere consensi? Siamo forse di fronte all’epilogo di una storia che ha origini più profonde?”.
Giovanni Orsina cerca queste origini all’interno della democrazia, ragionando sul conflitto tra politica e cittadini che ha segnato gli ultimi cento anni. Se alcune fasi di quel rapporto – il connubio inedito tra massa e potere a partire dagli anni trenta, la cesura libertaria del Sessantotto – sono comuni a tutto l’occidente, Orsina individua la particolarità del caso italiano nella stagione di Tangentopoli. Il sacrificio simbolico di un’intera classe di governo conclude la repubblica dei partiti e allo stesso tempo inaugura un venticinquennio di antipolitica. Con la quale tutti hanno dovuto fare i conti – Berlusconi, Renzi, Grillo, i postcomunisti, la Lega –, ma della quale nessuno è riuscito a correggere o contenere le conseguenze nefaste.
Professore ordinario di storia contemporanea alla Luiss Guido Carli di Roma, insegna anche alla School of Government della stessa università. È membro dell’associazione per le ricerche di storia politica, della Fondation Emile Chanoux e della Fondazione Magna Carta. Ha inoltre insegnato presso le università di Bologna, dell’Aquila e La Sapienza di Roma. È stato visiting professor e visiting scholar presso il St Antony’s College (Oxford), l’Institute d’Etudes Politiques (Parigi) e all’Ecole Normale Superieure (Cachan).
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