Lun 1 Apr 2019 - 1009 visite
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“Chi maltratta gli animali è un pericolo anche per l’uomo”

Più di dodici associazioni al sit-in. Fino a novembre raccolta firme per maggiori sanzioni a chi usa violenza

di Cecilia Gallotta

Niente sfilate, nessun itinerario e nessun megafono, ma tanta partecipazione e un grido, comunque, forte e chiaro. Sono state più di una dozzina le associazioni animaliste che hanno aderito al sit-in in piazza Trento Trieste, tutte unite dall’indignazione di fronte ai recenti episodi di violenza e maltrattamento sugli animali che hanno colpito il nostro territorio.

“La gattina uccisa a Boara con un colpo d’arma da fuoco – ripercorre la volontaria di ‘A coda alta’ Silvia Ghirardini – faceva parte di una colonia felina regolarmente censita, e dai primi accertamenti è stato rilevato che l’arma non era nemmeno da caccia: il che vuol dire che non si può considerare un tiro accidentale”.

Nulla da aggiungere sull’episodio, “che parla da sé”, del cane Jonny ucciso a sforbiciate dai vicini di casa a Copparo; per non parlare dei due pony recentemente seviziati ad Argenta. Quello da cui tante associazioni vogliono mettere in guardia i cittadini è il pericolo che numerosi studi associano tra la violenza sugli animali e quella sull’uomo: “E’ provato che chi ha commesso crimini sugli esseri umani ha iniziato questo ‘macabro tirocinio’ sugli animali”, fanno sapere la delegata di Oipa Micaela Cristofori e Ilaria Marzola di Mondo Animali, che rimanda agli studi della dottoressa Francesca Sorcinelli e alle statistiche di Link Italia.

Un allarme sociale, dunque, su cui anche l’azione del cittadino può porre un freno: “Segnalare, quando si assiste a violenza o maltrattamento sugli animali, o anche a seguito di incidenti stradali, è una cosa su cui purtroppo bisogna sensibilizzare ancora tanta gente – afferma il presidente Enpa Giovanni Checchi -. O se si investe un animale, soccorrerlo. Quello che la gente non sa, oltre al fatto che si rischia di essere incolpati per omissione di soccorso, è che a Ferrara c’è il recupero degli animali investiti. Si chiama la municipale, che a sua volta chiama il canile, che ha una convenzione e una clinica apposta per questo”.

E a volte basta anche una firma, come quella che Lav (Lega Anti Vivisezione) Ferrara dà la possibilità di mettere a favore della petizione che chiede sanzioni per l’uccisione e il maltrattamento, non solo in caso di dolo, ma anche di negligenza e superficialità. Oltre a questo, l’impossibilità, per chi è condannato, di continuare a detenere animali, e che chi uccide e maltratta animali, sia assicurato alla giustizia.

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