Sab 30 Mar 2019 - 862 visite
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Il ‘ponte della pace’ in memoria di Spinelli che “voleva unire i popoli europei”

Scoperta la targa dedicata al fondatore del Mfe. Bondesan: "Non è ancora nata la sua Europa moderna"

di Emanuele Berro 

“Ogni volta che Altiero Spinelli veniva a Ferrara, lo faceva per incontrare la sezione locale del Movimento Federalista Europeo, una delle prime fondate in tutta Italia, e prendere parte alle sue iniziative”, ha ricordato il professor Marco Bondesan, eurofederalista ferrarese di lungo corso. E la città onora così il politico e scrittore romano, fondatore del movimento, dedicandogli una targa sul “Ponte della pace”, il tratto di via Ippolito d’Este che attraversa il Po di Volano.

La targa è stata scoperta in una cerimonia apposita che ha avuto luogo sul posto, venerdì 29 marzo alle 12, alla presenza del sindaco Tiziano Tagliani, del vicesindaco e assessore alla Cultura Massimo Maisto, di autorità civili e militari e dei militanti della sezione ferrarese del Movimento Federalista, con in testa il presidente Giancarlo Calzolari.

“Il ponte ha un significato simbolico per antonomasia: unire mondi diversi. Così ricolleghiamo simbolicamente questo ponte alla vita e alle opere di Altiero Spinelli, votate a unire i popoli europei”, ha dichiarato il sindaco, sottolineando che “conserverà la denominazione di ‘Ponte della pace’, perché proprio la pace è uno dei valori principali che il Manifesto di Ventotene (di cui Spinelli è co-autore, ndr) adduce come motivazioni per la costruzione di un’Europa unita”.

Il Manifesto, scritto nel 1941 durante il periodo di confino assieme agli antifascisti Ernesto Rossi e Eugenio Colorni, è considerato uno dei documenti fondanti dell’Unione Europea, e prefigurava una federazione europea dotata di un parlamento e un governo democratico con poteri reali in settori fondamentali come l’economia e la politica estera.

“Più volte Spinelli, eletto al Parlamento europeo, provò a trasformare l’allora Comunità economica europea in un’unione politica”, ha evidenziato Bondesan, che ha conosciuto personalmente il politico, “arrivando a far approvare nel 1984 un progetto costituzionale per gli Stati Uniti d’Europa, poi bocciato dal Consiglio europeo”.

“L’Europa che voleva Spinelli, tuttavia”, ha infine notato il professore, “si distanzia dall’attuale Unione Europea su numerosi aspetti. Lui voleva un’Europa estremamente moderna, che ancora purtroppo non è nata”. L’auspicio è quindi quello di un rilancio del progetto d’integrazione europea, nel solco dell’eredità dei “padri costituenti” dell’Europa unita, come lo stesso Spinelli.

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