Mar 26 Mar 2019 - 2078 visite
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Ergastolo per Igor il Russo

Massimo della pena per Norbert Feher, il killer serbo che uccise Davide Fabbri e la guardia ecologica Valerio Verri

Ergastolo. Norbert Feher, alias Igor Vaclavic, è stato condannato al massimo della pena per gli omicidi di Davide Fabbri e Valerio Verri e il tentato omicidio di Marco Ravaglia, commessi nell’aprile del 2017.

Il giudice dell’udienza preliminare Alberto Ziroldi ha pronunciato la sentenza nel primo pomeriggio di lunedì 25 marzo. Feher, noto anche come ‘Igor il Russo’, è stato condannato in rito abbreviato. Il pm Marco Forte aveva chiesto per lui l’ergastolo con isolamento, lo sconto per il rito ha portato all’ergastolo secco.

Il killer, cittadino serbo di 38 anni, era accusato di aver ucciso il barista Davide Fabbri il 1° aprile del 2017, nel suo bar a Riccardina di Budrio e la guardia ecologica volontaria Valerio Verri che, in pattuglia con il poliziotto provinciale Marco Ravaglia (ferito gravemente e che sopravvisse fingendosi morto), incrociò Feher che fuggiva nelle campagne del Mezzano, l’8 aprile.

‘Igor’ è stato condannato anche a risarcire le parti civili. Gli importi sono stati stabiliti direttamente per i familiari di Fabbri (500mila euro alla moglie e 300mila euro al padre): e di Verri: 400mila euro per i figli Francesca ed Emanuele (assistiti dall’avvocato Fabio Anselmo) e 50mila euro per la figlia minorenne di quest’ultimo. Il giudice ha liquidato anche 30mila euro per la Provincia di Ferrara e 20mila euro per il Servizio di vigilanza ambientale di Legambiente.

Per Marco Ravaglia invece il danno dovrà essere liquidato in un separato giudizio civile.

Marco Ravaglia. “So che è la parola sbagliata, ma sono contento per la condanna – afferma proprio Ravaglia, l’unico sopravvissuto alla furia omicida di Feher, parte civile tramite l’avvocato Denis Lovison -. Certamente non posso essere contento per tutto il dolore che rimane nelle persone che sono rimaste orfane, vedove. Non posso dire di provare felicità, ma almeno un capitolo si chiude, con la certezza di una pena che era quella che si sperava. Abbiamo tolto un sassolino dalle spalle, ora abbiamo almeno la certezza che nessuno dovrà più soffrire per mano di questo mostro”.

“È  stato un processo difficile anche dal punto di vista emotivo – aggiunge il suo legale -. Sono felice del risultato a livello giuridico, ma questo non può lenire il dolore e la sofferenza, così come non riporterà in vita le persone che non ci sono più. Questo era il massumo che si poteva fare e siamo arrivati a questa ocndanna dura che chiude un capitolo anche per Ravaglia che ora può ritornare a una vita possibilmente normale, anche se porterà sempre i segni di tutto ciò”.

“Sono contento per i Verri perché chiaramente è una sentenza che aspettavano per la gravità di quanto successo – commenta l’avvocato Fabio Anselmo, che assiste i fratelli Francesca e Emanuele -. È molto importante il fatto che non riconosce l’aggravante a carico di Igor, per quanto riguarda l’omicidio Verri, della qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria dello stesso. Sembra un provvedimento sfavorevole, in realtà è giusto perché spazza via l’ipocrisia di una ricostruzione dei fatti in base alla quale Verri sarebbe morto in adempimento del suo dovere. L’unica cosa che aveva, invece, era l’amore per l’ambiente e per la terra, doveva essere protetto e non doveva essere lì, e questa sentenza riconosce questo valore importante”. Del tutto probabile che questa sentenza verrà presentata dai Verri a sostegno del loro ricorso davanti alla Cedu, contro l’archiviazione disposta dal tribunale di Ferrara relativa al fascicolo sulle presunte omissioni da parte del comando dei Carabinieri.

Feher è detenuto nel carcere Zuera di Saragozza, in Spagna, dove è stato catturato nel dicembre del 2017 a seguito di altri tre omicidi per i quali è in attesa di essere giudicato.

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