Sorpreso con hashish e cocaina, arrestato 21enne in corso Porta Catena
Un 21enne residente in città è stato arrestato dai Carabinieri della Sezione Radiomobile con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio
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È stato conferito lunedì 2 marzo, l'incarico al medico legale Barbara Bonvicini per eseguire l'autopsia sul corpo di Dario Bernini, 80 anni, storico titolare del negozio di ricambi per motocicli
Due morti sospette in due giorni, a poche ore di distanza l'una dall'altra, entrambe dopo le dimissioni dagli ospedali di Cattolica e Cona. La prima è avvenuta lo scorso 26 febbraio ad Argenta, dove a perdere la vita è stato il 55enne Sebastiano Mirabile. Il giorno successivo invece, il 27 febbraio, a Ferrara è morto un 45enne di nazionalità egiziana
Non ce l'ha fatta Marco Romagnoli, maresciallo dell’Aeronautica Militare di 52 anni che, venerdì (27 febbraio) sera, poco dopo le 22, era caduto dal tetto di una vecchia casetta di campagna che aveva ereditato in via de Prati a Monestirolo
Nel corso di un servizio mirato, i carabinieri della Stazione di Porotto hanno effettuato un’ispezione all’interno di una sala slot del capoluogo estense
Un “grave atto di teppismo politico della sinistra”. È in questi termini che Fratelli d’Italia ha connotato l’episodio che sarebbe avvenuto sullo scalone di piazzale Medaglie d’Oro in occasione della manifestazione Fridays for Future. Un corteo pacifista, che aveva come unico obiettivo il risveglio delle coscienze sull’emergenza del cambiamento climatico, che sarebbe stato macchiato da un atto di violenza da parte di alcuni partecipanti.
L’aggressione segnalata da Alessandro Balboni, consigliere comunale di FdI e presidente dell’associazione studentesca Azione Universitaria, non trova riscontri ufficiali dalla questura di Ferrara che derubrica l'”aggressione fisica” a un “alterco verbale” che ha richiesto l’intervento della Digos, non per identificare i giovani presenti ma per invitarli ad abbassare i toni.
A scatenare il tutto – “insulti, spinte, calci” per il gruppo di destra; “discussione” per la polizia di Stato – è stato lo striscione “Il domani appartiene a noi” e le bandiere esposte da una decina di giovani attivisti di destra. Materiale visto come una “provocazione” da altri ragazzi – “che gravitano attorno al centro sociale La Resistenza” aggiunge Balboni – che hanno partecipato alla marcia che, è bene ricordarlo, non accettava simboli di partito o loghi di alcun genere.
La denuncia è stata ripresa dal senatore Alberto Balboni che in un comunicato parla di “giovani di destra aggrediti da una banda di giovani di sinistra: i ragazzi di destra stavano manifestando insieme a tutti gli altri studenti per chiedere atti concreti in difesa dell’ambiente, quando sono stati aggrediti al grido di ‘fascisti, fascisti'”.
Un giovane di destra – sempre secondo quanto riportato dal senatore FdI e da suo figlio – “è stato colpito da un calcio al basso ventre e ad Alessandro è stata provocata una contusione alla mano nel tentativo, riuscito, di strappargli lo striscione che reggeva insieme ad altri del suo gruppo. La bandiera tricolore imbracciata da un altro ragazzo di destra – la cui vista, a quanto sembra, ha suscitato la reazione rabbiosa degli aggressori – è stata strappata, come del resto lo stesso striscione”.
Balboni senior ringrazia poi i giovani di destra “che non hanno reagito, dimostrando una maturità encomiabile”; il candidato sindaco Alan Fabbri “per l’immediata solidarietà espressa a mio figlio Alessandro e agli altri giovani” e le forze dell’ordine che “sono intervenute prontamente per identificare gli aggressori”.
La nota stampa si chiude con l’annuncio che “sporgeremo denuncia, affinché questo gesto vile non rimanga impunito” e con l’invito che “questo grave atto di teppismo politico venga condannato con fermezza da tutti i candidati, specialmente da Aldo Modonesi, e non soltanto dal candidato del centrodestra: Ferrara è da sempre una città tollerante e civile, non può esserci spazio per chi ricorre alla violenza per mettere a tacere chi la pensa diversamente”.
La ricostruzione fornita dalla Digos sottodimensiona decisamente l’episodio: alla polizia risulta un “diverbio verbale tra persone che non la pensano allo stesso modo, scaturito dall’esposizione di uno striscione con il logo riconoscibile di un’associazione studentesca” ma la discussione non sarebbe arrivata alle mani, tanto che non sarebbe stata richiesta l’esibizione dei documenti d’identità. “Non ci risultano procedure di identificazione – è il messaggio della questura – ma la vicenda è in corso di approfondimento attraverso la visione delle riprese effettuate dalle telecamere della polizia scientifica”.
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