Mer 13 Mar 2019 - 1148 visite
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Una Ferrara aperta e contro i razzismi, se ne parla a Factory Grisù

Venerdì 15 marzo dibattito organizzato da tre assemblee civiche. Monini: "C'è un grande pezzo di città che crede che inclusione e dialogo siano la strada giusta"

di Simone Pesci

Una città senza porte chiuse, nel nome della tolleranza. Con questi presupposti le tre assemblee civiche di Ferrara “Il Battito della Città”, “La Città che vogliamo” e “Addizione civica” hanno organizzato per venerdì 15 marzo alle 20.30, a Factory Grisù, un dibattito dal titolo “Ferrara città aperta? Contro ogni forma di razzismo. Per l’accoglienza, il dialogo, l’inclusione sociale”.

Nelle intenzioni degli organizzatori c’è mostrare che “c’è un grande pezzo di Ferrara che è direttamente impegnato, e che crede che quella dell’inclusione e del dialogo sia la strada migliore per tutti” confessa Francesco Monini de “Il Battito della Città”.

All’evento, che sarà ospitato all’interno della Sala Macchine del complesso di via Poledrelli, parteciperanno diverse personalità, fra le quali il docente di Unife, genetista e scrittore Guido Barbujani, Roberto Morgantini – “qualche giorno fa  ha ricevuto dal presidente della Repubblica la carica di commendatore, e lavora a Bologna da anni con situazioni di disagio” -, e Leaticia Ouedraogo, studentessa a Cà Foscari che “è stata ospite all’ultimo festival di Internazionale e che trovando un annuncio razzista inneggiante a Luca Traini, ha scritto una lettera lunga e appassionata al razzista provocando migliaia di risposte” annuncia lo stesso Monini.

La serata proseguirà poi con le esperienze dirette di numerose associazioni, quali Viale K, Occhio ai Media, Cittadini del Mondo, l’ufficio Immigrazione della Cgil. In tempo di campagna elettorale, le tre assemblee civiche invitano anche i candidati sindaci, ma soprattutto “coloro che dicono ‘Non sono razzista ma…” sottolinea Luca Marzola di Addizione Civica.

Di lavoro condiviso, da parte di gruppi “nati con specificità diverse, ma con dimensione partecipativa, aperta e inclusiva che da qualche settimana stanno lavorando sui temi di immigrazione e inclusione” parla invece Sara Cambioli, di “La Città che vogliamo”, nell’auspicio che certe “iniziative pubbliche possano fornire informazioni ai cittadini”.

Tre assemblee, quindi, che stanno lavorando a stretto contatto da mesi, come anticipa Monini: “Presto sentirete parlare molto di noi. Duecento persone, anche più, hanno elaborato idee e proposte per Ferrara”. Nulla di più viene svelato, il vero appuntamento che danno le tre associazioni, per ora, è quello di venerdì sera. 

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