Mer 13 Mar 2019 - 999 visite
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Anche il centrodestra pensa a “Ferrara capitale della cultura”

Mario Tozzi sponsorizza la proposta Maggi-Zerbini. Il divulgatore: “Qui il bello è di casa”. Fabbri: “Già al lavoro con sottosegretario Bergonzoni”

“Ferrara Capitale Italiana della Cultura”. È la proposta lanciata da Andrea Maggi e Livio Zerbini di Ferrara Cambia, che trova l’appoggio di Mario Tozzi.

“Se esiste una città che se lo merita, questa è Ferrara – afferma Tozzi -: non solo per le grandissime impronte culturali che tutti conoscono, ma anche per il fatto che la città si è sostanzialmente mantenuta intatta. Qui il bello è di casa. È uno dei posti dove gli uomini hanno costruito in armonia con il contesto, anche naturale. Una città che va oltre la memoria, oltre la cultura, una città attiva”.

Va detto che non si tratta di un’idea nuova in questa campagna elettorale, venne già lanciata da Addizione Civica a inizio febbraio, ma in questo caso sembra godere – diciamo – di maggiori sponsor sia mediatici che politici.

“Una città straordinariamente ricca dal punto di vista architettonico, storico, culturale come Ferrara, città patrimonio dell’ Unesco – dichiara Livio Zerbini – ha tutte le carte in regola per questa candidatura. La nostra città ha una vita culturale di altissimo livello e una Università attrattiva, dove si è laureato Copernico con più di 20.000 studenti e ai vertici delle principali classifiche nazionali intatte”.

“Sono allo studio in questi giorni a parte di Sandro Mazzatorta, che sta curando il programma della coalizione di centro destra,– afferma Andrea Maggi – le procedure necessarie per formalizzare la candidatura e per partecipare ai futuri bandi. Ferrara merita questo riconoscimento che porterebbe in città fondi da utilizzare per investimenti nel campo del turismo e dei servizi”.

“Chiederemo a breve un incontro con Lucia Borgonzoni, sottosegretario di stato ai beni e attività culturali e al turismo – afferma Alan Fabbri, candidato sindaco a Ferrara – . Per molti anni abbiamo avuto un ferrarese come ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e nulla è stato fatto in questa direzione. È ora di dare un segnale di forte discontinuità con l’inerzia passata e presente e dell’Amministrazione comunale”.

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