Ven 8 Mar 2019 - 1295 visite
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Migranti, l’invasione non c’è. Italia in media con l’Ue, crollano gli sbarchi

La popolazione straniera è l'8,5%. A Ferrara e provincia ce ne sono 31mila, il 9% dei residenti: dato più basso in Regione

di Simone Pesci

Italia invasa dai migranti? Un mito sfatato dai dati presentati giovedì pomeriggio alla sala Arengo, dove sono stati resi noti i numeri del dossier statistico sull’immigrazione del 2018.

Un’occasione importante, definita dall’assessore comunale Chiara Sapigni un momento “dove capire la dimensione del fenomeno”, che rappresenta un tema “assolutamente non scontato” e che non si può “pensare di conoscerlo e dire cose risolte”. Al contrario, questa è stata un’opportunità per uscire “dagli slogan e dai luoghi comuni”.

Bisogna guardare alla stretta attualità, ma non si può dimenticare il passato per Pietro Pinto, facente parte del comitato scientifico che ha redatto il dossier: “L’Italia è diventata una terra di immigrazione dal 1971, anno in cui i dati dell’afflusso in entrata superarono per la prima volta quelli in uscita. Non è quindi la prima volta che c’è, fra virgolette, l’invasione in Italia”.

A oggi, gli immigrati residenti regolarmente in Italia sono infatti 5.144.440, l’8,5% della popolazione, e comunque in linea con la media europea, che si attesta al 7,5%. Gli stranieri occupati sono poco meno della metà (2.423.000), e costituiscono il 10,5% degli occupati sul suolo italiano. Un dato sintomatico secondo Pinto: “Ciò conferma che il mercato del lavoro ha bisogno dei migranti, perché senza gli stranieri non funziona. Non c’è concorrenza nel lavoro con gli italiani, perché quello che vogliono fare i nostri ragazzi non sono i mestieri che fanno i migranti”.

Va detto, anche, del crollo degli sbarchi. Nei primi nove mesi del 2018, le persone sbarcate sulle coste italiane sono state 21.041, contro le 105.737 dello stesso periodo del 2017 e le 132.043 del 2016. Il saldo fra 2017 e 2018, quindi, è un -87,4%.

Valerio Vanelli dell’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio dipinge un affresco della situazione ferrarese. Nella provincia estense, al 1 gennaio 2018, si contano “31mila stranieri residenti, il 9,1% della popolazione complessiva ed è il dato più basso rispetto a tutte le altre provincie dell’Emilia-Romagna”. Il comune che ha più incidenza è quello di Portomaggiore con il 13% di stranieri, mentre quello che ne ha meno è Goro con un misero 1,7%.

I migranti complessivamente hanno un’età media di 34,1 anni (contro i 47,2 degli italiani), e i minori stranieri sul territorio, oltre 6500, sono circa un quinto del totale degli stranieri residenti.

Il dato, inevitabilmente, si ripercuote sul numero dei nati, come spiega Vanelli: “Nel 2017 a Ferrara e provincia sono nati 443 bambini stranieri, il 21,8% totale dell’intero anno. Il dato indica anche che al 1° gennaio 2018 i cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna, ma nati in Italia, sono il 16,4%, il 15,3% per quanto riguarda la provincia estense”. La comunità più numerosa è quella rumena, seguita da quella marocchina e da quella ucraina.

Sale anche il numero di coloro che acquisiscono la cittadinanza italiana. Nel 2017 le cittadinanze conferite a Ferrara “sono state 768, fino al 2011 non sono mai state più di 400 all’anno”. I numeri smentiscono anche una teorica invasione islamica. L’appartenenza religiosa degli stranieri è perlopiù cristiana – il 29,6% ortodossa -, mentre i musulmani rappresentano il 32,7%.

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