“Negli ultimi tempi io e Lodi abbiamo subito vere e proprie angherie”. È la denuncia che Enrico Brandani fa in sede di presentazione del programma della Festa di Mirabello, affiancato del patron Vittorio Lodi, dal deputato Luca Bellotti e dal consigliere comunale Simone Lodi. Mancava all’appello, tra i finiani ferraresi, solo Francesco Rendine, assente per un “leggero malore improvviso”, ma che fino a due minuti prima aveva partecipato nella sede del gruppo consiliare alla riunione che ha preceduto al conferenza stampa.
“Siamo stati avvisati – prosegue Brandani – che qualcuno ha contattato gli storici sponsor della manifestazione per invitarli a tirarsi indietro; dei dirigenti sono stati sollecitati a non farsi vedere, pena la perdita del posto; altri iscritti hanno ricevuto pressioni”. Fatti ovviamente tutti da verificare, che al momento vanno rubricati come semplici voci e che comunque Brandani si augura “siano falsi; stiamo comunque verificandone la portata”.
“La festa comunque si fa – aggiunge – nonostante una regia abbia cercato di portarci allo sfinimento. Noi ci siamo e le dimensioni di una manifestazione politica le danno le persone che vi partecipano e il dibattito che si instaura. Noi crediamo che nel Pdl ci sia il bisogno di un confronto, di un dialogo”.
Tocca a Vittorio Lodi presentare la 29ma edizione di quella festa che “ho organizzato per 28 anni, a partire dal 1982, quando c’erano ancora gli anni di piombo. Ho fatto tutto da solo per 26 anni. Balboni è stato con me per 25. Ora lui ha fatto una scelta, ma l’avventura continua con o senza il senatore. Noi siamo rimasti fedeli a Fini e Balboni ha cercato di appropriarsi della festa. Siamo in ritardo a causa del tira e molla che tutti conosciamo, ma oggi ho l’orgoglio di dire che il 31 agosto partirà la Festa Tricolore”.
Non ci saranno i ministri vicini a Berlusconi, “quelli che sono lì proprio grazie a Fini – punzecchia Lodi -. Faremo tutto da soli, come sempre, anche perché da quando c’è il partito unico non si è avvertito quel valore aggiunto di forze e braccia che ci aspettavamo: la festa hanno continuato a farla quelli provenienti da An. Ho ricevuto tante telefonate di amici da tutto il Nord Italia e anche dal sud, per avvertirmi che arriveranno con dei pullman. La militanza si è svegliata e l’appartenenza ormai è chiara: continuiamo a stare con chi ha sempre previsto il futuro e dal 3% ha portato il partito al 15% e alla fine al governo, trasformandoci in una destra europea”.
Per quanto riguarda la macchina organizzativa, dal 17 agosto le strutture saranno montate e sono già stati stampati 1500 manifesti che verranno distribuiti in 5 province.
Sul fronte spettacoli, arriverà il 4 settembre l’orchestra di Franco Bagutti, “la più grande d’Italia” assicura Lodi. Il piatto forte saranno come sempre i dibattiti politici, che prenderanno il via già dal primo giorno.
La festa sarà più corta. Appena sei giorni anziché i dieci tradizionali. Si apre il 31 con il saluto degli amministratori locali, con Vittorio Lodi, Enrico Brandani, Enzo Raisi, Fabio Granata e Silvano Moffa. Il 1 settembre si parlerà di agricoltura e ambiente con l’on. Luca Bellotti e il ministro Urso, il sottosegretario Bonfiglio e l’on. Baldassarri. Il 2 il tema sarà lo sport, con Claudio Barbaro, presidente nazionale Asi, il giornalista sportivo Italo Cucchi e, ancora in forse, l’ex olimpionica Manuela Di Centa. In serata il tradizionale incontro di boxe.
Il 3 ci sarà “L’Italia in Europa”, con il ministro Ronchi, l’europarlamentare Tatarella, gli on. Di Bigno e Briguglio. Su “Quale Italia vogliamo per il futuro” interverrà invece Italo Bocchino sabato 4. Con lui Roberto Menia, sottosegretario e neocoordinatore nazionale di Futuro e Libertà per l’Italia. La chiusura è prevista domenica 5 con Gianfranco Fini.
“Non ci sarà nessun simbolo – premette Lodi -, onde evitare screzi o scomuniche. Il nome sarà festa Tricolore Futuro e Libertà”.
Ad abbassare i toni del muso contro muso ci pensa il deputato Luca Bellotti, che assicura come non ci sia “nessuna intenzione di fare il terzo polo”. “Quello che facciamo è nel solco della continuità – spiega -. Siamo fedeli al mandato e al programma elettorale. Il vero fatto politico di Mirabello è richiamare Fini tra la gente, tra la sua gente. Ci sentiamo totalmente all’interno del Pdl e abbiamo dimostrato con i numeri che al suo interno siamo determinanti. Settembre può essere l’occasione di abbassare i toni e capire che tutti apparteniamo alla stessa casa. I tempi ci sono, i modi anche. Mi auguro che Mirabello possa essere quella cucitura di leadership che il Paese auspica”.
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