Gio 21 Feb 2019 - 1698 visite
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Carife, il decreto rimborsi è difforme dalla legge: risarcimenti in dubbio?

Il nuovo testo inserisce le correzioni richieste inizialmente da Marattin, ma ora la sua applicazione potrebbe essere impugnata in giudizio

Luigi Marattin

Non c’è un momento di tranquillità per i risparmiatori di Carife e delle altre tre banche finite in risoluzione (Carichieti, Banca Marche e Banca Etruria), che appena tappata una falla nelle leggi e nei decreti relativi ai rimborsi ne vedono subito spuntare fuori un’altra. Magari proprio là dove si pensava che lo scafo fosse finalmente solido.

La bozza del decreto attuativo corregge infatti un problema che era stato sollevato a metà dicembre dal deputato Pd Luigi Marattin e poi ripreso da più parti nei mesi successivi: in tutti i testi che disciplinavano i rimborsi, si è sempre fatto riferimento alle “banche poste in liquidazione”, e non a quelle in risoluzione, come appunto Carife. Un problema superato dall’ultima versione del decreto, dove vengono puntualmente citate entrambe le procedure per elencare i risparmiatori che avranno accesso al fondo. Ma a questo punto si apre un problema tecnico non da poco: se la correzione proposta da Marattin è stata fatta solo nei decreti attuativi e non nella legge a cui questi si riferiscono (in questo caso la Legge di Bilancio), tutti i risarcimenti ai risparmiatori delle banche in risoluzione potrebbero essere impugnati e contestati in tribunale. Ed entrare così nuovamente in un nuovo limbo giuridico.

Nel dicembre scorso il sottosegretario al Mef Alessio Villarosa aveva cercato di rassicurare i risparmiatori affermando che tra gli istituti in liquidazione sarebbero compresi anche quelli in risoluzione, mentre il deputato del M5S Vittorio Ferraresi affermava che Marattin “crea ansia ingiustificata”, ma la nuova bozza del decreto sembra invece confermare le tesi del deputato Pd, che mantiene quindi inalterate le proprie critiche e si dichiara preoccupato per l’incongruenza tra legge e decreto attuativo che traspare oggi. “La cialtroneria di questa gente non ha limite – afferma l’ex assessore alle finanze di Ferrara -. Quando fecero la norma, il 22 dicembre scorso, ho subito sollevato un problema: o inserivano la fattispecie delle banche andate in risoluzione (prima che in liquidazione) oppure gli indennizzi non si sarebbero applicati a Carife e le altre 3 banche fallite nel 2015. Per tutta risposta, Villarosa mi diede dell’ignorante (che è come farsi dare del “cannibale” da Hannibal Lecter) e anche gli esponenti della Lega locale si precipitarono a dire che avevo torto. Ora invece la sorpresa: nelle bozze di decreto attuativo compare esattamente la specificazione che avevo chiesto di inserire”.

Ma secondo Marattin, “però sono talmente cialtroni che invece di modificare la legge, come avevo chiesto con un emendamento bocciato, lo hanno inserito nel decreto attuativo, che come noto a tutti non può modificare la norma primaria, estendendone l’applicazione. Quindi sono cialtroni due volte: una perché hanno riconosciuto di aver scritto, a dicembre, una norma che escludeva Carife. E due perché hanno rimediato nel modo sbagliato. Come risultato, il decreto è impugnabile e quindi rischia di non essere efficace”.

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