Lun 11 Feb 2019 - 1283 visite
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No al divieto dei cani in spiaggia, il disegno di legge va in Regione

Presentato anche a Ferrara ‘Un mare anche per me’, il progetto che vede associazioni, professionisti e rappresentanti politici uniti e ‘pet-friendly’

  di Cecilia Gallotta

Accesso alla battigia no-limits, tre fasce orarie per la balneazione, pet-sitting, e rigide regole igienico sanitarie e per la civile convivenza. Questo e tanto altro nel progetto ‘Un mare anche per me’ a favore dell’abolizione del divieto dei cani in spiaggia, la cui proposta di legge, presentata anche a Ferrara domenica pomeriggio in un affollatissimo palazzo dell’Ex-Borsa, è pronta a scaldare le prossime estati nelle spiagge di tutta la riviera emiliano romagnola.

E’ infatti in Regione che gli autori vogliono portare il testo chiedendo che sia discusso, e, nel caso di valutazione positiva, “la sua entrata in vigore sarà il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione”, come cita il decimo degli undici articoli del disegno di legge, “rivisto e revisionato oltre dieci volte da cinque avvocati – spiega il referente Luca Delli Gatti – ma anche dall’Università di Bologna e da oltre venti associazioni animaliste, enti balneari e professionisti di vario genere.

“Nessuna battaglia” secondo Giacomo Gelmi, autore due anni fa della petizione a seguito di un episodio accaduto al Lido di Spina, dove una signora anziana scoppiò in lacrime dopo essere stata fermata “in modo eccessivamente brutale data l’età” con il suo cane che non poteva sostare lì in quel momento.

“Bisogna tenere conto delle esigenze di tutti, anche dei bagnanti che non amano i cani o che hanno paura o fobia degli animali”: a questo proposito il testo di legge prevede la sosta dei cani sempre nelle immediate vicinanze del loro padrone, inoltre, per la sicurezza dei bagnanti, delinea sanzioni per i proprietari di animali non identificabili mediante microchip. Le stesse sanzioni sono previste per chi non rispetta le norme igienico-sanitarie, come la raccolta delle deiezioni o l’esibizione del certificato che attesti la buona salute del cane, nonché l’esame parassitologico intestinale negativo.

Ma per agevolare i padroni che avessero necessità di assentarsi, anche temporaneamente, durante la vacanza, il progetto incentiva il cosiddetto ‘pet-sitting’, ossia la concessione in comodato da parte dei Comuni, ai privati e/o ad associazioni di volontariato protezionistiche, di porzioni di spiaggia destinati alla realizzazione di strutture che possano accogliere il cane in assenza dei padroni.

Nessun onere di spesa (quelle del pet-sitting sarebbero a carico dei privati), perché, come illustra il presidente nazionale di Gaia Edgar Meyer, “il fenomeno del randagismo e dell’abbandono di animali, che anche attraverso questo progetto si intende prevenire, è sociale (perché oltre ad essere una pratica incivile può essere causa di disagio, danni e incidenti) ma anche economico, perché poi quei cani finiscono nei canili pagati dai Comuni”. E se in Italia si contano circa 150mila cani abbandonati nell’arco dell’anno, “la maggior parte sono nel periodo estivo, proprio per il fattore vacanze”.

Non poteva essere tralasciato nemmeno l’aspetto etologico dell’animale e “del contributo che questi ultimi forniscono alla qualità della vita degli esseri umani”: “Stare con il proprietario anche in vacanza li aiuta a stabilire una routine in un luogo e in una dimensione diversa – spiega la dottoressa Giovanna Marliani dell’Università di Bologna – così da evitare stati d’ansia dell’animale spesso acuiti dallo stare da soli. Al contempo il proprietario ha bisogno di dedicare tempo al proprio animale, una responsabilità che diventa sia civile che penale”.

E quando si tratta di essere ‘pet-friendly’, non esiste più alcun colore politico, perché in prima fila, a fianco dell’assessore Aldo Modonesi, si leggevano i volti attenti dei consiglieri Matteo Fornasini e Paola Peruffo (già fautrice di un ordine del giorno per modificare il regolamento comunale di accesso ai cani nei parchi, “attualmente vietato in tutte le zone dove vi sia l’accesso per i bambini, cioè la maggior parte”), di Nicola ‘Naomo’ Lodi e di Alan Fabbri, secondo cui, “oltre all’encomiabile vicinanza agli animali e alla convivenza civile di tutti, può essere senza dubbio un tema attraverso cui dare sviluppo e pregio a livello turistico”.

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