Cronaca
6 Agosto 2010

Arrestato nonostante lo sciamano

di Marco Zavagli | 5 min

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La prima volta era riuscito a sfuggire alla cattura grazie a “una visione”. La seconda, nonostante le raccomandazioni del suo sciamano di fiducia, non ha potuto evitare le manette ai polsi. Ha del comico, se l’ambiente in cui è maturato – quello dello spaccio – permette di parlare di comicità, il recente arresto compiuto dagli uomini della squadra mobile del vicequestore Pietro Scroccarello.

L’operazione è maturata nelle prime ore della mattinata di giovedì 3 agosto, quando gli agenti delle squadre mobili di Ferrara e di Cremona hanno assicurato alla giustizia Osadolor Osarobo Seedorf, nigeriano  di 25 anni, domiciliato in Casalmaggiore (in provincia di Cremona).

Il giovane era da tempo ricercato in quanto colpito da una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Silvia Migliori della procura estense il 9 ottobre 2009. Nel corso dello scorso anno, infatti, la I Sezione – Criminalità organizzata e straniera – della squadra mobile di Ferrara, al termine di una articolata attività d’indagine per la repressione dello spaccio di cocaina il cui costante rifornimento era garantito in città da numerosi cittadini nigeriani, era riuscita a identificare i responsabili del traffico e tra questi, con un ruolo primario, figurava secondo gli inquirenti anche Osarobo Seedorf, conosciuto con il soprannome “Fred”.

Quando l’autunno scorso gli investigatori della squadra mobile erano andati a bussare alla sua porta per condurlo in carcere, avevano constatato che il nigeriano si era già dileguato, evidentemente avendo capito che il cerchio attorno a lui si stava stringendo (si scoprirà dopo che il nigeriano aveva avuto.. “una visione!”, come avrebbe poi raccontato il 25enne agli investigatori). Da quel momento gli agenti si erano messi sulle sue tracce, setacciando il territorio e tenendo particolarmente d’occhio la “piazza” dove solitamente si spaccia cocaina. La sensazione infatti era che “Fred”, pur nella necessità di nascondersi per sfuggire alla cattura, continuasse a mantenere legami con la città di Ferrara e con l’affezionata “clientela”.

Osadolor Osarobo Seedorf

Le indagini avevano infatti fatto emergere non solo il ruolo primario di “Fred” nello spaccio locale di cocaina, ma anche l’ampia varietà di qualità di “roba” che poteva garantire ai clienti. Si andava da “bamba” di bassa qualità, spacciata perlopiù a clienti non abituali e giovanissimi, dal costo inferiore, alla versione “top”, meno tagliata e dal costo decisamente superiore, offerta alla clientela più facoltosa.

La certezza che “Fred” fosse comunque in zona è arrivata la sera del 27 febbraio scorso, quando una pattuglia della Polizia autostradale di Altedo, durante un servizio di controllo all’uscita del casello autostradale, aveva intimato l’alt a una Mercedes, ma il conducente – dopo avere abbandonato l’auto – si era dato a precipitosa fuga a piedi attraverso i campi.

Gli agenti della Stradale, dopo avere accertato che il fuggitivo era Osarobo Seedorf, hanno ispezionato l’auto e si sono immediatamente resi conto che all’interno c’era materiale utile ai colleghi della Mobile. In effetti dopo quell’episodio la caccia è ripresa con maggiore intensità, grazie anche alle preziose tracce lasciate sulla macchina abbandonata da “Fred”. Le indagini sono proseguite quindi dalla zona di Parma, o meglio dalla zona in cui grazie al Po si passa rapidamente dalla provincia di Parma a Cremona e poi a Mantova.

Si era capito che d’ora in avanti tutto sarebbe stato più difficile proprio perché “Fred” sentiva la pressione della polizia e si era fatto molto più guardingo del solito.

Il giovane trafficante, infatti, aveva messo a punto un sistema che riteneva infallibile per garantirgli l’impunità: coordinare un gruppo di giovani pusher a cui  fare spacciare la cocaina che gli veniva richiesta dalla clientela senza mai muoversi dal suo nascondiglio.

Godwin Osemu

Proprio con un paziente lavoro di controllo e pedinamento dei clienti abituali di “Fred” e successivamente dei suoi pusher, in queste ultime settimane gli agenti hanno agganciato il bandolo che avrebbe poi portato all’altro capo della matassa.

Una volta individuato il nascondiglio di “Fred”, i poliziotti hanno pedinato per alcuni giorni l’inseparabile ragazza di “Fred”. Una volta agganciata la giovane donna si è anche individuato con esattezza il nascondiglio, all’ottavo piano di un palazzone del centro di Casalmaggiore.

Alle prime ore di martedì gli agenti delle due squadre mobili, di Ferrara e di Cremona, dopo avere atteso il momento propizio dietro la porta d’ingresso dell’appartamento, sono silenziosamente entrati in azione con una irruzione che ha lasciato sorpresi non solo “Fred”, ma anche gli altri tre occupanti l’appartamento (due giovani e la ragazza del fuggitivo) le cui posizioni sono ora al vaglio degli inquirenti.

Addosso a uno dei presenti, Godwin  Osemu, nigeriano classe 1988, uno degli amici di “Fred”, sono state anche trovate confezioni di cocaina già pronte per lo spaccio e una discreta somma di denaro, ritenuto provento della stessa attività. Per lui e Fred si sono quindi spalancate le porte del carcere di Cremona.

Subito dopo l’irruzione degli agenti, Fred, riavutosi dall’amara sorpresa, nell’ammettere la sconfitta ha avuto un accesso di rabbia, ma non rivolta contro i poliziotti che lo stavano arrestando. Il giovane ha spiegato che poco prima aveva chiamato in Nigeria lo sciamano cui era solito rivolgersi (e che già – a suo dire – gli era stato utile per sfuggire alla cattura) per fargli compiere riti propiziatori favorevoli.

Lo sciamano, nel predirgli un imminente “problema”, gli aveva suggerito di starsene chiuso in casa per qualche giorno. Lo sciamano certamente aveva dimenticato di dirgli che la polizia era già dietro la sua porta. “Predizione esatta ma consiglio sbagliato” ha mormorato Fred.

Lo stregone è stato poi contattato dalla ragazza di Fred che gli ha spiegato la situazione. Lo Sciamano si è fatto dire dove lo avevano portato: “…questura di Cremona?” ha chiesto, per poi affermare: “non ti preoccupare: ci penso io”. “I colleghi hanno avvertito il piantone – questa la battuta degli investigatori -. Speriamo bene”.

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