Ignora l’alt e sfreccia per le vie di Cento con un’auto rubata: denunciato
Un'auto lanciata a tutta velocità per le strade di Cento, l'alt dei carabinieri ignorato e un inseguimento nel cuore della città del Guercino
Un'auto lanciata a tutta velocità per le strade di Cento, l'alt dei carabinieri ignorato e un inseguimento nel cuore della città del Guercino
Mentre era intento a firmare sull'apposito registro, i militari hanno però avvertito un forte odore riconducibile a sostanza stupefacente
Andrà a processo Matteo Nocera, l'infermiere 44enne accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola, l'83enne morto a settembre 2024 durante il ricovero nel reparto di Lungodegenza Post-Acuzie Riabilitativa Geriatrica dell'ospedale Mazzolani-Vandini di Argenta
Sei persone denunciate, quasi novecento cittadini identificati e numerosi controlli nelle zone considerate più sensibili della città. È il bilancio dell'intensa attività di controllo del territorio svolta dalla Polizia di Stato di Ferrara negli ultimi dieci giorni
Formalizzati i patteggiamenti - due a un anno e sei mesi e uno a due anni - per i tre giovani accusati a vario titolo di tentata rapina aggravata, lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi dopo aver derubato e aggredito con un coltello tre ragazzi di 28, 26 e 25 anni all'interno del parcheggio Diamanti di via Arianuova

Foto di Sergio D’Afflitto|CC BY SA 3.0
Nell’ottobre 2010 venne condannato in primo grado dal tribunale di Rovigo a tre anni e due mesi per non aver impedito i furti di sabbia lungo il Po. A Mestre, in appello, nel 2016, la pena venne decurtata a 1 anno. Ora la Cassazione lo scagiona completamente “perché il fatto non sussiste”.
Si chiude così il travaglio giudiziario durato nove anni di Eugenio Padricelli, 57 anni, tecnico dell’Aipo (l’Agenzia interregionale per il Po) di Rovigo. Un travaglio iniziato ancor prima, nel 2006, quando la guardia di finanza di Mantova scoprì una serie di furti di sabbia ed effettuò una perquisizione su un’imbarcazione ormeggiata davanti a un pontile di Ficarolo.
Da quella operazione scaturirono tre mandati di cattura per altrettante persone, due di Felonica e uno di Salara, che avevano trovato il modo di aggirare il controllo del rilevatore satellitare sistemato a bordo e che poteva monitorare tutti gli spostamenti sul fiume.
Secondo la ricostruzione dei finanzieri, i tre erano in grado do scavare la sabbia del fondale senza che il rilevatore Gps segnalasse alcuno spostamento.
I tre patteggiarono per il furto di 5mila metri cubi di sabbia, mentre Padricelli venne indagato per omesso controllo. Il suo avvocato, Alberto Bova, ha sempre sostenuto che l’imputato non fosse in grado di controllare il regolare ormeggio e la Cassazione ha confermato la tesi.
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