Sab 19 Gen 2019 - 344 visite
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Al ‘Remo Brindisi’ un’offerta formativa per “studenti felici”

L'istituto superiore di Lido degli Estensi si presenta in vista delle nuove iscrizioni: "Da noi per investire su se stessi e sul territorio". Tra le ambizioni un 'liceo-tecnico'

di Giuseppe Malatesta

Comacchio. L’istituto superiore Remo Brindisi scalda i motori in vista della prossima giornata di Open Day prevista per sabato 19 gennaio (dalle 14.30 alle 17), contando allo stesso tempo di replicare il boom di iscrizioni che lo scorso anno lo aveva posizionato in controtendenza tra i pochi istituti tecnici in crescita.

Un’ascesa costante, in termini di numeri, professionalità e didattica sostenuta da un’offerta formativa che anche per il prossimo triennio metterà in campo una visione di scuola ‘sposata con il territorio’ e in stretta relazione con le esigenze di chi lo abita, studenti innanzitutto. “Negli ultimi anni – spiega il dirigente scolastico Massimiliano Urbinati – molti di loro arrivano dal ravennate, consapevoli di scegliere una scuola che ci piace definire ‘del Made in Italy’, di fare un investimento sul proprio futuro e allo stesso tempo sul territorio, considerate le solide opportunità occupazionali che possiamo vantare”.

Ad Urbinati, alla rappresentanza del corpo docente e agli studenti che lo affiancano nell’esposizione non basterebbe una giornata intera per illustrare al meglio le potenzialità dell’istituto, che oggi accoglie l’indirizzo ‘Enogastronomia e ospitalità alberghiera’, quello di ‘Manutenzione e assistenza tecnica” e il ‘Tecnico Economico Turistico’.

Ad arricchire l’offerta, tante attività e progetti illustrati dai ragazzi stessi, da loro vissuti con particolare entusiasmo e trasporto. “Sono alunni felici e sono i primi promoter della loro scuola” raccontano le docenti Emma Felletti, Giorgia Legato e Silvia Sisto. Tra loro, in doppia veste, anche Maria Chiara Cavalieri, assessore all’istruzione del Comune di Comacchio: “Andiamo fieri di una scuola che è in continua connessione con il territorio, con eventi e iniziative comunali che coinvolgono i ragazzi. Li vediamo spesso all’opera e si dimostrano sempre estremamente professionali, capaci e competenti. Loro e il Remo Brindisi sono un vanto per noi”.

Un legame, quello con il territorio di Comacchio e dei suoi Lidi, che si rinnova anche grazie all’alternanza scuola lavoro, che vede 250 alunni ogni anno inserirsi nei contesti imprenditoriali della costa, nel settore turistico, ristorativo, ricettivo e culturale. “Per sostenere la nostra mission – aggiunge Urbinati – abbiamo potuto contare in questi anni su finanziamenti fondamentali che ci hanno permesso di investire in strutture, laboratori, metodologie di apprendimento”.

Grazie ad un recente contributo regionale di 600 mila euro, il Remo Brindisi sta potenziando e ingrandendo i suoi laboratori di cucina e bar, quello linguistico e quello meccatronico, oltre alla rete di fibra ottica. Ottimo il riscontro anche nei progetti formativi. Tra questi quello dell’hotel didattico, del ristorante didattico, cooking contest, uscite in mare e stage linguistici, raccontati dalla viva voce dei ragazzi, in particolare di Nicolò Miserocchi, Francesco Caranti, Chiara Baravelli, Luca Aguiari e Marco Tarquini.

Tra le novità più importanti dell’offerta formativa rinnovata invece, figura certamente quella di una curvatura dei metodi disciplinari che nei prossimi anni vorrà accostare la formazione tecnica professionale a quella liceale. “Da anni questo territorio acclama un liceo del territorio e noi facciamo i conti con statistiche che vedono il 60 percento degli alunni preferire una formazione liceale. Analizzando il contest di riferimento e basandoci su una analisi molto concreta che vuole il mondo delle professioni completamente rivoluzionato nei prossimi decenni, riteniamo strategico modellare i nostri percorsi, non ragionare per comparti stagni, pur non potendo offrire un indirizzo liceale”.

Sostanzialmente quello che si andrebbe configurando è un percorso ibrido, sostenuto da alcuni ‘passepartout’ per il mondo del lavoro e per l’università, da un alto standard delle competenze di base e da certificazioni che vadano ad arricchire quelle già previste in ambito tecnico e professionale, con l’ambizione di tenere il passo con un mondo del lavoro in forte evoluzione, e di modulare di conseguenza, i piani didattici pensati per formare nuove professionalità all’altezza del contesto.

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