Gio 17 Gen 2019 - 2150 visite
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Studenti-inventori e la fisica al Roiti diventa un gioco… da Mit

I liceali sono stati coinvolti dal Massauchussets institute of technology in un progetto che vuole ribaltare i metodi della didattica di materie toste

di Simone Pesci

Imparare materie tostissime come fisica giocando, divertendosi e facendo tesoro dei propri errori. Tutto possibile, basta chiedere al dirigente scolastico del liceo scientifico Roiti Donato Selleri o a Maria Cristina Trevissoi, responsabile di un progetto che in Italia ha pochi eguali.

Si chiama “Hands on physics with Mit”, ed è stato messo in piedi grazie alla preziosissima collaborazione con l’istituto americano Mit – Massauchusetts institute of technology -, che ha approcciato questo piano per la prima volta insieme al Roiti nel corso del 2018.

“Lo scopo del progetto è gestire, tramite esperienze dirette in aula e in laboratorio, una didattica innovativa della fisica” spiega Donato Selleri, dirigente scolastico del liceo. Il progetto, che fin dall’inizio continua ad avere il supporto del Dipartimento di Fisica di Unife e la collaborazione con le scuole medie Dante Alighieri e Tasso Boiardo – che a loro volta hanno recepito lezioni direttamente dai ragazzi del Roiti in veste di tutor -, consiste nel mettere al centro gli studenti, che a gruppi e in maniera autonoma sono chiamati a trovare un’idea, svilupparla, e far fronte a ogni problematica correlata.

I liceali – sono state coinvolte diverse classi di tutti gli indirizzi – hanno così creato un pendolo che grazie alla sua oscillazione fa suonare un glockenspiel, un’arpa laser, un tunnel del vento smontabile e tanto altro. I professori, certamente, hanno supervisionato, ma ogni cosa è stata possibile grazie alle abilità degli studenti, che hanno lasciato a bocca aperta anche il Mit, istituto che ha poi chiamato a Boston i ferraresi per presentare le loro opere a un corso di formazione internazionale per insegnanti.

Una grande soddisfazione per il liceo e per i ragazzi, che la prima volta che si sono trovati in laboratorio lo scorso anno con i docenti del Mit non si aspettavano di dover partecipare a un progetto che vuole ribaltare le modalità di insegnamento delle materie racchiuse sotto l’acronimo inglese Steam – scienze, tecnologia, ingegneria, arte, matematica -.

“Ci aspettavamo lezioni – spiegano gli studenti -, invece ci hanno fatto sentire protagonisti. Ci hanno detto che idee, progetti e modalità di esecuzione dovevamo deciderle noi, le redini dell’esperienza erano totalmente nelle nostre mani. Credo sia stata un’esperienza di crescita sia per noi italiani che per gli americani. Sviluppando alcune idee abbiamo anche compreso concetti più difficili da capire con la sola teoria”.

“Il giochino è il grimaldello per far sì che la fisica non diventi una materia noiosa e difficile” sostiene Selleri, affiancato da Maria Cristina Trevissoi, responsabile del progetto insieme a Mariacristina Fornasari, Serena Parma e Daniela Rizzieri: “Siamo l’unica scuola italiana che fa questo tipo di eventi. Quando il Mit è venuto qua ha trovato dei ragazzi bravi e ci hanno chiesto di continuare il progetto che, inizialmente, doveva durare solo una settimana. Ora abbiamo anche avviato collaborazioni con una scuola di Barcellona, abbiamo richieste da Los Angeles e dal Brasile”.

E il Mit, dal 22 gennaio al 5 febbraio tornerà a Ferrara. I professori americani terranno lezioni, visiteranno i laboratori della scuola e faranno un corso di aggiornamento, il 4 febbraio, al polo scientifico-tecnologico. Sabato 2 febbraio dalle 15, invece, il Roiti si aprirà alla cittadinanza e darà modo agli studenti di presentare i progetti che hanno lasciato a bocca aperta gli americani. 

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