Ven 11 Gen 2019 - 3721 visite
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Ampliamento Diamanti, la Federazione Architetti si schiera contro l’appello di Sgarbi

"Non si tratta di un intervento diretto sul palazzo, ma di un padiglione per ridare dignità all'area esterna"

Il rendering del nuovo padiglione

La Federazione Architetti dell’Emilia-Romagna e l’Ordine degli Architetti di Ferrara si schierano ufficialmente contro Vittorio Sgarbi e il suo appello per evitare l’ampliamento del Palazzo dei Diamanti. “Perchè finalmente a Ferrara si è perseguito un percorso virtuoso per l’architettura contemporanea, per la città e la valorizzazione del costruito”. È questo il motivo per cui secondo l’Ordine e la Federazione “70 gruppi, composti da una media di sei studi o società di ingegneria, che hanno coinvolto tra progettisti architettonici, strutturali, esperti paesaggisti, consulenti, non meno di duemila figure professionali, si sono voluti confrontare con il concorso per l’ampliamento della galleria moderna del Palazzo dei Diamanti di Ferrara”.

Le associazioni professionali mettono infatti completamente in discussione la lettura data da Sgarbi sul progetto di ampliamento, che secondo il politico e critico d’arte “soffoca il rapporto dell’edificio con lo spazio aperto della città ed assume lo stesso assurdo significato che avrebbe aggiungere un canto alla Divina Commedia”. Di tutt’altro avviso sono gli architetti che oggi replicano a Sgarbi, secondo cui “a dire il vero il concorso chiedeva un ampliamento, non un restyling, non l’intervento diretto sul”palazzo”, non l’antico splendore, ma un padiglione che potesse garantire al sistema museale di arte moderna i necessari spazi per continuare ad essere punto di riferimento europeo, ridando dignità e “uso” ad un’area esterna, il giardino, depauperata di valore e del significato di bene comune. Un tema impegnativo e importante, a cui solo un concorso di progettazione in due fasi poteva dare risposta”.

La difesa del patrimonio storico e culturale non deve quindi secondo gli architetti impedire a priori interventi in armonia con le strutture esistenti e per questo motivo la Federazione regionale afferma ufficialmente di sostenere “il dibattito consapevole e competente, credendo nella capacità delle architetture di stratificarsi per continuare a vivere e nella capacità dei tecnici professionisti di individuare soluzioni appropriate e rispondere ai bisogni che il vivere urbano pone in costante mutamento, per questo motivo sosteniamo che il concorso di progettazione sia uno strumento indispensabile per la trasformazione urbana. Certo nessuno, né tantomeno l’ Ordine degli Architetti, può affermare che il vincitore, si perché nei concorsi c’è un vincitore, sia quello che ha proposto la soluzione più bella, concetto soggettivo come tutte le analisi di questi giorni, ma sicuramente è quello che ha interpretato al meglio le esigenze poste dalla giuria, tra l’altro di altissimo livello”.

Tutte ragioni che portano i rappresentanti delle associazioni professionali a dirsi “certi che una società democratica si riconosce proprio nell’accettare le regole, che tutti contribuiscono a realizzare, anche quando non si è d’accordo, anche quando ‘io l’avrei saputo fare meglio’, anche quando ‘io non lo avrei mai fatto’, esprimiamo la nostra consapevolezza che sarebbe un grande errore evitare di realizzare l’opera vincitrice del concorso, perché la strada intrapresa nel febbraio 2017 non persegue la banalità, ma la qualità. Auspichiamo inoltre che il dibattito sia ancora maggiore, ma il giorno dopo l’inaugurazione del nuovo Palazzo dei Diamanti, in modo che tutti possano esprimersi, anche criticamente, ma solo dopo aver percorso un nuovo spazio della città”.

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