Mer 9 Gen 2019 - 1039 visite
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Cocomaro: dopo un anno di cantiere le frazioni sono ancora divise

Lodi (Lega): "Pronti a manifestare sotto al Comune". Modonesi: "Problemi delle imprese, ma come amministrazione chiediamo scusa ai residenti"

Quanto distano l’una dall’altra le frazioni di Cocomaro di Focomorto e Cocomaro di Cona? In linea d’aria, molto poco: appena una cinquantina di metri. Ma guidando l’automobile decisamente di più: 5 chilometri passando per Cona, una quindicina se si prende il ‘giro lungo’ per la periferia di Ferrara. Questa è la situazione da quando il ponte sul Po di Volano che collega le due frazioni è stato chiuso a fine 2017, in previsione di una sua sostituzione con una nuova infrastruttura. Ma a distanza di oltre un anno il nuovo ponte non è ancora stato inaugurato. Anzi al momento il cantiere è fermo e non sembra in procinto di ripartire, come suggerisce anche l’assenza dei bagni chimici per gli operai, rimossi nelle scorse settimane e che indicano uno stop, almeno temporaneo, ai lavori.

Una situazione di grande incertezza che oltre a sollevare la rabbia dei residenti per il lungo disagio pesa anche sui bilanci delle attività economiche delle due frazioni, che non godono più del passaggio dei residenti sulla riva opposta. Tutte questioni che vengono sollevate dal segretario comunale della Lega, Nicola Lodi, che martedì mattina ha incontrato i residenti annunciando di voler ottenere risposte sull’opera e tempistiche certe da parte dell’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi.

“Abbiamo sollecitato più volte l’amministrazione ma senza ottenere risposta – afferma Lodi -. Circolano varie ipotesi sul perché di questi disagi, come un ritardo nella richiesta dei permessi preliminari o che l’azienda che si è aggiudicata l’appalto abbia avuto dei problemi nell’esecuzione dei lavori. Se non avremo risposte entro domani dopo questo incontro, siamo pronti a metterci il giubbottino giallo e ad andare sotto lo scalone del municipio a manifestare, per chiedere all’amministrazione di far concludere questo benedetto ponte”.

E la risposta di Modonesi in effetti arriva: contattato da Estense.com, l’assessore afferma che il motivo del ritardo era nella difficoltà nell’assegnare l’appalto a una delle azienda partecipanti, e che in queste settimane i lavori si sono fermati a causa delle basse temperature che impediscono la trivellazione del terreno e la posa dei pilastri portanti della struttura, che devono scendere per una ventina di metri nel sottosuolo. Una serie di circostanze di cui Modonesi si scusa con i residenti: “Parliamo di un appalto molto difficile e sfortunato – afferma l’assessore -, ma anche se non abbiamo responsabilità dirette in questi ritardi, come esponente dell’amministrazione non posso che chiedere scusa agli abitanti delle due frazioni. Quando abbiamo lanciato la gara abbiamo invitato 10 ditte e sette di queste si sono presentate. Ma quando eravamo pronti a sottoscrivere il contratto e a consegnare il cantiere, quelle che si erano classificate ai primi cinque posti hanno deciso di ritirarsi. I motivi andrebbero chiesti a loro, posso solo dire che ogni tanto in Italia si vedono anche episodi di questo tipo, di aziende che partecipano alle gare e poi si tirano indietro. Ma questo ha prodotto un allungamento dei tempi, perché per passare da una ditta all’altra nell’assegnazione dell’appalto ci sono procedure e tempi tecnici, che ci hanno fatto slittare in avanti di diversi mesi, azienda dopo azienda, finché non è stato aggiudicato dall’impresa che era arrivata sesta”.

Secondo Modonesi la partenza del cantiere è così slittata dall’inizio alla fine dell’estate e con l’arrivo dell’inverno ci si è quindi trovati a che fare con problemi di clima e meteo che non erano stati preventivati. “Le temperature adesso sono basse ma secondo le previsioni dovrebbero risalire nella prossima settimana – afferma l’assessore – e probabilmente il cantiere tornerà al lavoro nella seconda metà di gennaio”. Modonesi assicura che i ritardi non porteranno a un aumento dei costi del ponte e che per i commercianti colpiti dal danno economico è stato aperto un bando pubblico per ottenere una parziale restituzione dei mancati introiti.

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