Mar 8 Gen 2019 - 2098 visite
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Boom di ricoveri, ospedale di Cona in tilt

Iperafflusso di pazienti, soprattutto anziani, al pronto soccorso. Posti letto saturati e la difficile reperibilità dei medici non permette di usarne altri 10 liberati con le misure d'emergenza

Il più grande e moderno ospedale di Ferrara, il Sant’Anna di Cona, punto di riferimento per l’intera provincia, è in piena crisi a causa di un afflusso non previsto di pazienti al pronto soccorso e dell’alto numero di ricoveri.

«In questi giorni l’Ospedale di Cona si trova a vivere una situazione di grande pressione di ricovero, dovuta ad una condizione di iperafflusso. Data la complessità di diversi casi trattati in pronto soccorso, unitamente alle difficoltà di dimissione legate alle recenti festività, il numero di ricoveri è nettamente superiore alle dimissioni, creando una situazione di saturazione dei posti letto», recita una nota stampa inviata dall’azienda ospedaliera che dà anche qualche numero.

Il giorno della vigilia di Natale, dal pronto soccorso generale si sono registrati 36 ricoveri, il giorno di Natale il numero è salito a 40 e per Santo Stefano a 41. Nel nuovo anno, il 4 gennaio ancora 40 ricoveri. Nel 2018, fa sapere il Sant’Anna, la media è stata di 32 ricoveri al giorno.

«Nel corso del 2018 si è verificato un notevole incremento dell’accesso di pazienti nel pronto soccorso (circa 4mila accessi in più rispetto al 2017). Anche il numero di accessi al pronto soccorso di persone con età superiore ai 65 anni è in crescita, rispecchiando la composizione demografica della popolazione e, nello specifico, l’elevato indice di vecchiaia che contraddistingue la cittadinanza ferrarese. In forte crescita anche il numero di ricoveri (produzione ospedaliera) sia di tipo medico che di tipo chirurgico. Questo incremento di accessi e ricoveri, costante nel corso dell’anno, unito al fisiologico aumento di questa stagione, ha causato una saturazione della capacità di accoglienza dell’Azienda ospedaliero-universitaria».

L’ospedale ha una capacità dichiarata di 658 posti letto ordinari, 22 in regime di Day Hospital e 30 in regime di Day Surgery.

Non sono mancate in questo frangente le misure a contrasto della crisi come la recente ricollocazione dell’Unità operativa di chirurgia d’urgenza (dall’1B1 al 3B0), che ha permesso di guadagnare 7 posti letto nei nuovi locali (al 3B0) e di liberarne contestualmente 17 negli spazi all’1B1. L’azienda ha previsto la possibilità di espandere ulteriormente lo spazio di ricovero, fin dall’inizio dell’anno, e ha realizzato le ristrutturazioni necessarie. Tuttavia per rendere operativi questi posti letto è necessaria la disponibilità di personale infermieristico (già acquisito in previsione delle necessità), e dalla disponibilità di personale clinico (medici) la cui reperibilità è meno immediata.

«La difficoltà di reperire personale medico aggiuntivo rende possibile, ad oggi, utilizzare esclusivamente i 7 posti letto aggiuntivi nel blocco 3B0  – spiega l’Azienda ospedaliera -. Questi letti saranno utilizzati per la prima volta oggi (lunedì 7 gennaio, ndr) per rispondere alle richieste di ricovero non assorbibili con i posti letto ordinari».

Altre azioni sono già attive, come il monitoraggio dell’andamento dei ricoveri e del sovraffollamento in pronto soccorso; l’ampliamento della capacità ricettiva nei blocchi di ricovero dei dipartimenti medici; lo sfruttamento delle eventuali disponibilità nei posti letto chirurgici senza rimandare gli interventi programmati e l’intensificazione delle comunicazioni con l’azienda Unità sanitaria locale per la gestione della pressione di ricovero”.

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