Ven 4 Gen 2019 - 791 visite
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Elezioni. Stilettata di Confartigianato ai candidati sindaco

Il monito del segretario generale Vancini: «Leggere ogni giorno di programmi da 'realizzare insieme' sa di approssimazione. E non solo non convince. Delude»

Giuseppe Vancini

I candidati sindaco per le elezioni amministrative di primavera sono ancora pochi e incerti, ma Confartigianato ha già chiara una cosa: quanto fin qui mostrato non basta per dar loro fiducia.

«Stiamo entrando nel pieno di una campagna elettorale con candidati sindaco che, va detto, giocano d’ambiguità e sulle parole, nel tentativo di accontentare il maggior numero di elettori», afferma Giuseppe Vancini, segretario generale dell’associazione di categoria, che osserva come questa ambiguità sia anche l’ammissione «di non avere un programma, per la cui costruzione chiedono aiuto ai cittadini».

«Ancora, tutti citano le imprese e i loro bisogni, quasi come merce di scambio, rivelando così di non conoscerne le esigenze, sempre le stesse peraltro, espresse dal mondo produttivo negli ultimi anni. Viene dunque da chiedersi dove fossero – prosegue Vancni -. Noi, come Confartigianato, da sempre siamo aperti al dialogo, che promuoviamo costantemente anche con le nostre iniziative, e rifiutiamo pertanto la prassi di presentarsi direttamente e indirettamente alle associazioni di categoria chiedendo di rappresentarne le istanze per poi dimenticarsene. Ci dispiace anzi che in campagna elettorale le aziende vengano descritte addirittura in malo modo. Anche nelle imprese c’è orgoglio e quel che si chiede non è l’elemosina, semmai condizioni per crescere ulteriormente, portando ricchezza e nuova occupazione».

«Partendo dall’attuale manovra di Governo, che ha abolito per i Comuni il divieto di innalzare nuove tasse, l’auspicio è ovviamente che non ci siano aumenti – afferma il segretario di Confartigianato -. O nel caso ci siano, dato che i Comuni sono gli enti negli ultimi anni più penalizzati dalla mancanza di trasferimenti statali, siano da subito finalizzati e traducibili in benefici. Ai candidati sindaco in corsa e che usciranno, chiediamo una lista di priorità e di invertire una ingannevole consuetudine per cui si interpellano associazioni di categoria, sindacati, pensionati, volontariato, per accogliere proposte che diventano sommatorie inesaudibili e di cui si perde la memoria. Chi si candida deve avere il coraggio di operare scelte. Deve dimostrare di sapere di cosa ha bisogno il territorio, come comunità e come imprese. Mancano 5 mesi. Leggere ogni giorno di programmi elettorali da ‘realizzare insieme’ come va ormai di moda dichiarare, sa di approssimazione. E non solo non convince – conclude Vancini -. Delude».

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