Faccio il sovversivo 2.0
20 Dicembre 2018

Auguri a tutti gli operai metalmeccanici e non solo

di Faccio | 2 min

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Auguri a tutti gli operai metalmeccanici che ogni giorno provano a confrontarsi con la propria azienda, proponendo nuove soluzioni, facendosi in quattro per essere produttivi, venendo considerati poco o niente.

Auguri a tutti i ragazzi che vanno a scuola, che si impegnano, che studiano ma che qualunque cosa facciano sembra sempre che sgarrino, perché chi insegna non ammette che a volte ci si può anche sbagliare.

Auguri al governo del cambiamento, che se non cambia qualcosa è rovinato.

Ma se io e tutta la gggente che crede in certi ideali non capiamo che il reddito di cittadinanza è un qualcosa di straordinario allora possiamo andare a nespole.

Auguri di cuore a quelli che piangono perché non hanno niente.

Auguri ai ricchi che pur avendo tanti soldi non riescono a vivere serenamente questa breve vita.

Spero in un futuro pieno di coinvolgimento globale per tutte le donne del mondo, mi auguro ed auspico che voi tutte possiate ottenere qualcosa per raggiungere l’emancipazione vera, per ora siamo lontanissimi.

Questo è il mio pensiero nei confronti della donna e nei confronti dell’altro sesso che in un’altra vita potrebbe essere il mio.

Così come mi auguro che non ci sia più sofferenza umana solo perché altre persone sono di un colore diverso.

Ricordo ai bianchi come me che sempre in un altra vita potremmo nascere neri.

Potremmo crescere in Burundi ed essere malnutriti.

Pensiamo a queste possibilità prima di sparare scemenze e stupidate sulla razza umana.

Scrissi qualche Natale fa che in questa vita siamo solo di passaggio, lo ribadisco.

Siamo solo di passaggio per essere sempre troppo alterati.

Siamo di passaggio per non fare del bene sempre.

Siamo troppo di passaggio per pensare solo a noi stessi.

L’essere buoni non è da coglioni, diventi la normalità santo iddio.

Natale 2018…

Sarà un Natale diverso per me dopo aver perso mia madre.

In questo periodo nella casa della Dezima a Copparo c’era profumo di mandorle tostate, di canditi e di cioccolato, mia Mamma faceva i panpapati,  facevamo insieme i salami all’aglio, i cotechini, le salsicce e le pancette, il dolcespino con il panettone, era tutto uno meraviglia…

Mamma guardava dalla finestra le luminarie della via e quando venivano due fiocchi di neve era la donna più felice del mondo.

Che dolore Mamma. Piango ancora.

Ma andiamo avanti, cerco di smettere, non vedo le lettere mentre scrivo, è durissima.

Ecco perché sentimenti come odio, invidia e accidia non dovrebbero esistere, occorre rispetto, educazione e perdono, tanto prima o poi l’esito sarà uguale per tutti e il giorno della fine non servirà nemmeno sapere l’inglese.(cit)

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