Ven 14 Dic 2018 - 233 visite
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Crescita e occupazione, Italia ultima in Ue. Confartigianato prova a spiegarne le cause

Giuseppe Vancini: "L'Europa è uno degli argomenti che cittadini e imprenditori conoscono meno, ma ciò che accade lì ha riflessi anche sulla piccola impresa"

di Simone Pesci

Stimolare un percorso di riflessione che parte da una frase che fa suonare la campanella d’allarme: “Crescita e occupazione: perchè siamo ultimi in Europa”. Così si intitola, infatti, il focus promosso da Confartigianato, che animerà la sala Zarri di via Veneziani nella mattinata di sabato 15 dicembre. All’incontro parteciperanno il presidente regionale Stefano Bonaccini e, soprattutto, Luca Ricolfi, sociologo, docente e responsabile scientifico della Fondazione David Hume.

Non mancherà neppure Paolo Govoni, presidente della Camera di Commercio di Ferrara: “Siamo sempre attenti a queste iniziative, ricche di contenuti, di studi e di approfondimenti. L’ultima iniziativa sulla Cispadana, ad esempio, ha avuto come conseguenza che nell’immediatezza si è cominciato a discutere e si sono avuti risultati tangibili”. Tornando sul convegno di sabato, Govoni manifesta la sua esaltazione per una giornata che “mette insieme questioni importanti per il territorio, per le imprese e per la società economica e civile”.

Il presidente della Cciaa si aspetta molto: “Se vogliamo immaginare una crescita, uno sviluppo territoriale per il Paese dobbiamo capire quali sono le criticità e perchè siamo ultimi in Europa. Credo che questa convegno possa aiutare molto chi, a livello istituzionale, deve poi fare delle progettazioni e lasciare strade vecchie che non hanno funzionato, immaginando traiettorie nuove di sviluppo”.

Come fatto in precedenza da Govoni, il segretario generale di Confartigianato Ferrara Giuseppe Vancini ricorda il convegno promosso dalla sua associazione sulla Cispadana, la cui formula sarà replicata sabato, perchè “siamo sempre stati per la collaborazione fra i vari soggetti economici, convinti che insieme si possono raggiungere risultati”.

Condivisione, mettere insieme tante idee per stilare un unico programma secondo Vancini è la ricetta giusta: “Si è tentato tante volte di fare programmi comuni, ma si finiva per fare la sommatoria che davano corpo a programmi non realizzabili ed è quello che sta succedendo al governo. Abbiamo bisogno di progettare il futuro del Paese, siamo sempre presi da emergenze e in questo modo non abbiamo mai tempo per capire cosa serve in futuro ai nostri figli, non a noi oggi”.

E se, commenta il segretario, l’Italia è un paese “arretrato dal punto di vista dei servizi, delle infrastrutture e dal tema culturale” si ha la necessità di “elevarci tutti: oggi esiste il problema del qualunquismo, si mettono in discussione competenze e attraverso slogan da social ci sentiamo tutti in grado di esprimerci su qualsiasi argomento, pur non avendone la minima competenza”.

Sabato, quindi, si cercherà di levarsi di dosso un po’ di qualunquismo in fatto di crescita, occupazione ma non solo: “Mai come oggi – afferma Vancini – il nostro destino è nelle mani dell’Europa. E l’Europa, in fin dei conti, è un argomento che cittadini e imprenditori conoscono meno, ma non bisogna dimenticare che ciò che accade in Europa ha riflessi anche sulla piccola impresa”.

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