Mar 11 Dic 2018 - 855 visite
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Calo drastico delle vocazioni, Perego punta sui giovani seminaristi

Riduzione da 36 a 10 seminaristi in pochi anni, si valuta una 'fusione' con Bologna. L'appello del vescovo: "Rinnoviamo i cammini educativi per il futuro della Chiesa"

La presenza di seminaristi a Ferrara è destinata a calare ulteriormente il prossimo anno, seguendo un trend iniziato nel 2011 e che negli ultimi sei anni ha impoverito il Seminario di risorse umane ed economiche.

Non può che essere un appello alla vocazione, o almeno alla necessità di creare le condizioni per la decisione, quello lanciato dall’arcivescovo Gian Carlo Perego in occasione della Giornata per il Seminario, in programma il 16 dicembre.

Il messaggio per il Seminario – che “porta l’attenzione su un luogo fondamentale e, al tempo stesso, familiare della formazione al e nel ministero presbiterale” – è chiaro già dal titolo: “Il dono della vocazione presbiterale“.

Un “dono” che potrebbe essere condiviso con Bologna. La nuova ‘Ratio fundamentalis’ della Congregazione del Clero, infatti, sollecita e incoraggia l’istituzione di organizzazioni sovra diocesane dei Seminari. Il vescovo di Ferrara-Comacchio è già pronto a raccogliere l’invito, “valutando negli organismi pastorali diocesani una partecipazione formativa con il Seminario Regionale di Bologna“.

Una ‘fusione’ che sembra inevitabile, considerando la difficile situazione sul piano numerico. Anche perché “non è un mistero che anche il nostro Seminario Arcivescovile di Ferrara-Comacchio, nell’ultimo decennio ha potuto vivere e arricchirsi in forza di una presenza, non senza qualche difficoltà – ammette il monsignore -, di seminaristi provenienti da varie Diocesi italiane, anche in forza del movimento di studenti universitari che interessa la nostra città, e da alcuni studenti di altri Paesi del mondo”.

Nella visita apostolica al nostro Seminario del 2006 si ricordava che di venti teologi nove provenivano dalla Arcidiocesi, otto da Diocesi italiane e tre da diocesi africane; nella visita del 2011 – anno in cui è iniziato un progressivo calo, tra dimissioni – i seminaristi erano 36, di cui nove provenienti dalla Arcidiocesi, 23 da altre Diocesi italiane e quattro da Diocesi della Francia e dell’Africa.

Dopo una tale stagione, e l’ordinazione posticipata di un anno di 4 diaconi, la comunità del Seminario ferrarese vive oggi una presenza di 10 seminaristi, di cui 2 provenienti dall’Arcidiocesi e 7 da altre diocesi italiane e uno da una Diocesi non italiana: una presenza di seminaristi che sarà ulteriormente ridotta il prossimo anno, con le nuove prossime ordinazioni diaconali e presbiterali.

Un calo drastico che richiede maggior impegno. “Mentre ringraziamo il Signore per il dono di vocazioni al ministero presbiterale avute fino ad oggi, l’attuale situazione ci impegna tutti, fedeli e presbiteri, a una pastorale vocazionale intensa e rinnovata nelle nostre famiglie, associazioni, gruppi e parrocchie – ribadisce il vescovo -. La preghiera al Signore sarà accompagnata dall’impegno di proposte e cammini educativi, in particolare ai giovani, in sintonia anche con il documento finale del recente Sinodo”.

Tra le proposte, monsignor Perego trova “interessante l’iniziativa ‘Vieni e vedi’ proposta dal nostro Seminario ai giovani, per un’esperienza settimanale o mensile di condivisione e convivenza in seminario, seguita dai formatori. Le vocazioni sono sempre scelte personali, che nascono da un rapporto con Dio e con la Chiesa che un giovane e un adulto maturano. A noi tocca creare relazioni e condizioni per la decisione, per poi accompagnare e discernere la scelta”.

“La Giornata del Seminario diventa l’occasione per riportare al centro dei nostri interessi e delle nostre preoccupazioni pastorali il cammino nuovo del nostro Seminario, non dimenticando anche il sostegno economico, sempre necessario, soprattutto in questi tempi difficili e in conseguenza di scelte ed esperienze, oltre a congiunture economiche, che hanno anche impoverito il Seminario. Ciò che è donato al Seminario diventa una risorsa per il futuro della nostra Chiesa e, per questo, mi sento di sollecitare la carità del clero e dei fedeli tutti” è la chiosa dell’arcivescovo, pronto a vivere “questa nuova stagione di Chiesa, non facile, ma anche entusiasmante per una comunione e responsabilità condivisa. E la benedizione del Signore accompagni gli sforzi di tutti verso il nostro Seminario”.

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