Economia e Lavoro
3 Dicembre 2018
L'associazione prende le distanze dai toni trionfalistici con cui è stato salutato il decreto interministeriale dai commercianti

Confartigianato: “Non demonizziamo il pane conservato”

di Redazione | 1 min

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Artigiani in fuga, Ferrara ne perde quasi dieci a settimana

Quasi dieci artigiani alla settimana. È il ritmo con cui, nell'arco di un anno, si è assottigliato il mondo dell'artigianato ferrarese. Tra il 2024 e il 2025 la provincia è passata infatti da 9.336 e 8.894 artigiani: 472 in meno, pari a una contrazione del 5%

“Il fatto che il decreto interministeriale abbia definitivamente regolamentato l’uso delle diciture ‘pane fresco’ e ‘pane conservato’ va nell’ottica della trasparenza. Non della lotta imprenditoriale”.

Così la Confartigianato Ferrara, per voce del responsabile Dipartimento Sindacale, Riccardo Mantovani, prende le distanze dai toni trionfalistici con cui è stato salutato il provvedimento dai commercianti.

“In entrambi i casi si parla di prodotti di qualità – puntualizza Mantovani -. Nel primo, realizzati con processi che non prevedono interruzioni finalizzate al congelamento o alla surgelazione. Nel secondo sì”. Semmai, questo il punto, la puntualizzazione consente ulteriore trasparenza e capacità di scelta del consumatore.

Un’ambiguità da debellare rimane invece sul fronte dell’‘appena sfornato’, molto usato nella grande distribuzione. “Perché è comunque appena sfornato”. Mantovani ammonisce dunque chi demonizza il conservato, che “in ossequio al rispetto della sostenibilità, salubrità, tracciabilità degli ingredienti, ha permesso a molte aziende non solo di crescere, con possibilità occupazionali, ma di portare il Made in Italy e il Made in Fe fuori dai confini”. La chiosa: “Accogliamo con piacere tutto ciò che conduce e induce al rigore e alla disciplina. Tutto ciò che aiuta il consumatore ad acquistare con consapevolezza. Ma non ne facciamo una questione di serietà aziendale. Questo sì è ingannevole”.

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