Dom 2 Dic 2018 - 400 visite
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Il Centro studi bassaniani si espande con una nuova donazione

Libri, foto, lettere e una macchina da scrivere da Annamaria Ansaloni e Maria Lanaro

di Arianna Poli

Ricostruire la figura e l’opera di Giorgio Bassani per Ferrara, ovvero la sua città, è un compito di grande importanza. Per questo la donazione di Annamaria Ansaloni e Maria Lanaro è un gesto sentito e profondamente apprezzato tanto dall’amministrazione comunale quanto dall’intera cittadinanza.

Ad arricchire il Centro studi bassaniani del comune di Ferrara sono questa volta documentazioni che riguardano il ruolo di Bassani all’interno di Italia Nostra: si tratta di libri, fotografie, lettere, e la macchina da scrivere appartenente all’autore.

“Questi oggetti appartenevano un tempo a Bruna Lanaro”, spiega Annamaria Ansaloni, una delle due donatrici. “Bruna iniziò a far parte dell’associazione a soli 22 anni, nel 1970, e ben presto diventò una figura di riferimento di rilievo all’interno di Italia Nostra. Fu collaboratrice quotidiana di Bassani ed ebbe con lui un rapporto di intensissima e reciproca stima”.

Al fine di comprendere il vero valore della donazione, infatti, è importante evidenziare la profondità del rapporto dei due. Bassani dedicò vari scritti a Bruna, tra cui “Canto del vecchio”, poesia inedita del 1984; erano soliti scambiarsi lettere durante la permanenza in America dell’autore e si dice, inoltre, che le ultime parole che Bassani scrisse su carta furono proprio per Bruna, nel marzo del 1999, durante un loro soggiorno a Fregene.

Tutto questo materiale fu poi lasciato da Bruna in eredità in parte alla sorella Maria ed in parte alla cara amica Annamaria Ansaloni le quali, dato il grande affetto che Bruna provava nei confronti della città di Ferrara, hanno deciso di donare il prezioso tesoro al comune ferrarese.

“Questa donazione è molto significativa e sarà di grande aiuto anche a chi, in futuro, vorrà studiare Giorgio Bassani”, sottolinea il vicesindaco Massimo Maisto. “Nella nostra città fare cultura ci sta molto a cuore, e sempre cerchiamo di trovare il giusto equilibrio tra tradizione contemporaneità, in quanto quest’ultima non può nascere senza uno studio approfondito della tradizione stessa”.

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