Mer 28 Nov 2018 - 1275 visite
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Polizia locale, Fabbri: “No ai rifugiati come agenti”

Interrogazione sul bando dell'Unione Reno Galliera che interessa anche Cento. Il leghista: "Idea folle e inaccettabile"

I rifugiati e quanti godono dello status di protezione sussidiaria possiedono effettivamente i requisiti necessari per essere operatori di polizia locale? È la domanda che Alan Fabbri, capogruppo della Lega in Regione, rivolge in un’interrogazione alla giunta regionale in merito al bando indetto dall’Unione Reno Galliera (Bologna) per l’assunzione di due agenti di polizia locale a tempo indeterminato.

Il concorso pubblico per soli esami per la copertura dei due posti disponibili riguarda indirettamente anche il Ferrarese perché la graduatoria ottenuta potrà essere utilizzata per eventuali assunzioni, oltre che dai Comuni appartenenti all’Unione Reno Galliera e dai Comuni aderenti all’Unione Terre di Pianura, anche dal Comune di Cento.

Nel mirino del Carroccio è finito l’articolo 1 sui requisiti per l’ammissione al concorso, aperto anche a cittadini di Paesi terzi purché titolari di permesso di soggiorno Ue o titolari dello status di rifugiato ovvero dello status di protezione sussidiaria.

“Inaccettabile ricorrere a rifugiati con protezione sussidiaria per formare il corpo della polizia locale – attacca Alan Fabbri sostenuto da Mattia Polazzi, consigliere leghista dell’Unione Reno Galliera -. Quella dell’Unione bolognese è un’idea folle e una scelta politica inopportuna, che altri Comuni non hanno fatto (anche il Comune di Milano qualche tempo fa aveva emanato un concorso simile successivamente corretto) e che va in direzione opposta alle esigenze di sicurezza e controllo del territorio che il momento storico richiede”.

“Le forze dell’ordine devono garantire reciprocità e corrispondenza di diritti e doveri verso l’ente che le mette in campo. Una reciprocità che – secondo i leghisti – non può essere garantita da immigrati arrivati da poco tempo in Italia, che non hanno ancora la cittadinanza italiana, che godono di un permesso di soggiorno a tempo determinato e che, addirittura, non hanno nemmeno dimostrato di fuggire davvero da una guerra”.

Per questo Fabbri ha depositato una interrogazione in Regione per sapere “se i rifugiati possano effettivamente partecipare al concorso secondo la normativa che disciplina i criteri e i sistemi di selezione per l’accesso e per la formazione iniziale degli operatori di polizia locale” e “se il bando dell’Unione Reno Galliera sia conforme a questa direttiva, riguardo la possibilità di assumere a tempo determinato e indeterminato operatori di polizia locale attingendo, previo accordo predeterminato al momento dell’emissione del bando, dalle graduatorie degli idonei individuate dalle procedure di selezione di altri enti locali dell’Emilia-Romagna”.

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