ven 23 Nov 2018 - 224 visite
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Il nuovo singolo di Leonardo Veronesi: “Da un certo punto di vista”

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Inarrestabile l’attività artistica del cantautore Leonardo Veronesi che passa dalle presentazioni del suo libro  “Non abbiamo tenuto conto degli zombie” scritto con Giorgia Pizzirani (edizioni La Carmelina) ai concerti live, alla creazione di nuovi brani. E’ uscito infatti venerdì 16 novembre su tutte le piattaforme digitali un nuovo singolo “Da un certo punto di vista” unitamente al videoclip ufficiale del brano.

“Da un certo punto di vista” è un brano che rappresenta la condizione esistenziale dell’autore che guarda la realtà con approcci diversi e diversi punti di vista. Troppo spesso si valutano le cose superficialmente ma se si guardassero anche da un altro punto di vista forse si arriverebbe a conclusioni diverse e si potrebbero fare scelte diverse. Il videoclip, regia di Marco Lui (con cui Veronesi collabora attraverso un sodalizio artistico molto stimolante), necessitava di una location particolare per evidenziare un testo profondo e una esecuzione acustica minimalista. Il Consorzio Factory Grisù è quindi diventato lo sfondo significativo delle sue note. Tutti i videoclip di Veronesi hanno sempre un legame profondo con luoghi, situazioni e brani interpretati e ancora una volta si è andati in questa direzione. Un luogo del cuore in una una città che grazie al recupero di spazi artistici si è riappropiata di questo contenitore di visioni molto stimolante e che rappresenta un set ideale per le note di Veronesi. Si tratta di un videoclip che riassume spunti visivi originali. Veronesi passeggia perfettamente dentro alla  dimensione estraniante in luogo evanescente reale e surreale che rispecchia la sua astrazione mentale. Oggetti e persone attorno  risultano ambivalenti a seconda che si guardino con gli occhiali o senza, quindi prendono forma e danno un senso alle riflessioni dell’autore in diverse maniere. E’ un rincorrersi della mente in un tempo metafisco tra comparse interpretate dai ragazzi del Jazz Studio Dance che animano un “non-luogo” fondendosi con pensieri di Veronesi. La ballade molto dolce musicalmente proietta in una dimensione sospesa tra realtà e sogno.

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