mer 21 Nov 2018 - 1568 visite
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Buonista? no, no sono proprio buona!

Sono buona perché essere buoni significa non aver in spregio nessun altro essere vivente che sia animale, vegetale o umano.

Invece, ultimamente, se ami gli animali ti chiamano animalista, se ami gli alberi ti chiamano ambientalista e se ami le persone ti chiamano buonista! Il trionfo dell’ista, che se vai sul dizionario ti dice: “secondo termine di composizione di nomi estratti da sostantivi in ismo ( Capitalismo, Marxismo) per indicare aderenza ad un atteggiamento dottrinario, oppure un collegamento di mestiere: dentista, farmacista..”.

Ricapitoliamo, dunque buonista deriva da buonismo, che sarebbe un atteggiamento dottrinario derivato dalla bontà! Evviva, sì allora, forse, sono anche buonista, ma alla voce buono leggo: “chi possiede umanità, sensibilità d’animo, capacità di affetti”.

Allora mi domando: chi non ha queste caratteristiche è per forza cattivo, che è il suo opposto?

Chi ritiene che le persone straniere senza permesso di soggiorno non debbano stare in Italia e le rimanda nei centri di detenzione in Libia è cattivo? Chi ritiene giusto trattenere 200 persone su una nave senza farle scendere in porto è cattivo? Chi dice che il diritto alla casa e al lavoro, in Italia, ce lo devono avere solo gli italiani è cattivo? Chi dice che è sbagliato salvare i migranti naufraghi in mezzo al mare è cattivo?

Sì è cattivo!

Perché alla voce cattivo leggo “di persona insensibile o maldisposta verso sofferenze o fastidi altrui, capace anzi di rallegrarsene o addirittura di provocarli”.

 Ebbene abbiamo un Ministro degli interni cattivo! Cattivo perché si rallegra di fronte agli sgomberi dei nuovi clandestini che lui stesso ha ridotto tali col decreto sicurezza. Cattivo perché insensibile verso la sofferenza di chi rischia la vita in mezzo al mare o nei lager libici, coi gestori dei quali stringe accordi.

(Il Ministro degli Interni è diventato per definizione cattivo, non ne ricordo uno di buoni negli ultimi anni!)

 Ma sono cattive anche le persone che s’atteggiano a piccoli ministri degli interni “di noantri”, che scimmiottano gli sgomberi ed erigono le finte barricate, sono cattive anche le persone che dicono “non sono razzista però vadano a casa loro”, sono cattivi tutti coloro che insultano chi ha un colore di pelle diverso dal proprio e che pensano che non hai diritto di cittadinanza anche se sei nato in Italia, solo perché i tuoi genitori non lo sono.

Io invece sono buona e ne sono fiera perché mi metto nei panni di quelli che non hanno una casa calda dove tornare a fine giornata finito il lavoro, perché io un lavoro ce l’ho e cerco di aiutare quelli che non ce l’hanno a trovarlo, mi impegno ad insegnare loro la lingua e le regole di questo paese, nel quale per scelta o per sfortuna si trovano a vivere.

Sono buona perché non dimentico i racconti dei miei nonni braccianti che venivano sfruttati dalla ricca borghesia terriera che ha permesso al fascismo di trascinarci nella dittatura e nella devastante seconda guerra mondiale.

Sono buona perché riesco a provare affetto per i miei studenti detenuti, al di là di quelli che sono i reati per i quali stanno scontando una pena, e cerco di aiutarli a dotarsi di strumenti che li allontanino da ciò che li ha portati a delinquere.

Sono buona perché sono sensibile verso gli altri esseri umani ma anche verso gli animali e le piante che considero parte della mia stessa esistenza, poiché non mi dimentico mai che senza le fronde degli alberi non riuscirei nemmeno a respirare.

Sono buona, molto buona, perché mi ostino a cercare di comprendere anche i cattivi, a cercare le ragioni del loro essere cattivi, perché nessuno nasce cattivo ma la vera sfida della vita è riuscire non diventarlo!

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