Comacchio
31 Luglio 2010
Gli amici impotenti: “Un’onda se l’è portato via”

Ragazzo di 16 anni annega in mare

di Marco Zavagli | 2 min

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Lido di Pomposa. “Un’onda se l’è portato via”. Hanno raccontato così gli amici di un ragazzino slovacco il dramma che si è consumato sotto i loro occhi nelle acqua del Lido di Pomposa. Erano passate da poco le 13 di ieri mattina quando un gruppo di giovani in comitiva, diretto a Ravenna, si è fermato lungo i lidi comacchiesi per rilassarsi in spiaggia e fare un bagno.

Il gruppo si è fermato nello spazio tra il Bagno Sagano e la spiaggia libera. Il mare mosso non ha scoraggiato i giovani – nonostante di bagnanti non ve ne fossero in quel momento proprio per via delle condizioni climatiche avverse – che si sono diretti verso l’acqua. A un certo punto però uno di loro, un giovane di 16 anni, ha iniziato ad annaspare e a scomparire tra i flutti.

Gli amici hanno cercato di aiutarlo, finché un’onda più grande delle altre lo ha sommerso. Da allora il giovane non è più riemerso e ai compagni non è rimasto che guadagnare la riva e chiedere aiuto.

Sul posto si sono portati i militari della guardia costiera e i vigili del fuoco, che hanno dato il via a un’imponente operazione di ricerca. Il litorale e il largo sono battuti da una motovedetta e due gommoni della capitaneria di porto, e da un elicottero e il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Ferrara. Le ricerche del corpo sono continuate fino in serata e riprenderanno questa mattina con la luce.

“In queste situazioni – raccomanda il capitano della capitaneria di Porto Garibaldi Sebastiano Carta che sta coordinando le operazioni – si deve aver presente il rischio che si corre a immergersi in acqua quando il mare è mosso. Alcune tragedie sono evitabili e turisti e bagnanti devono attenersi per la loro incolumità a tutte le azioni che la normale prudenza prevede”.

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