Mer 31 Ott 2018 - 1431 visite
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La Certosa rinasce dal sisma e torna all’antico splendore. Ora tocca ai privati

Riapertura totale per la commemorazione dei defunti. A dicembre tocca al Tempio di San Cristoforo. "Il bello chiama il bello, bisogna curare tombe e cappelle"

In occasione della commemorazione dei defunti verrà riaperta nella sua totalità la Certosa monumentale, che da maggio 2012 presentava numerose zone inagibili a causa dei gravi danni inferti dal terremoto, che hanno richiesto un cantiere lungo e complesso, dal costo di quasi 2 milioni di euro, finanziati a metà dai fondi post sisma della Regione e dai rimborsi assicurativi del Comune.

Dopo l’apertura parziale dello scorso anno, “oggi la Certosa si mostra in tutto il suo splendore – annuncia l’assessore ai Lavori Pubblici Aldo Modonesi -: un luogo rilevante non solo per gli affetti per i defunti ma anche per la sua ricchezza storica, culturale e architettonica, per cui stiamo studiando nuove modalità di fruizione per valorizzare dal punto di vista turistico uno dei cimiteri monumentali più belli d’Italia che non ha niente da invidiare a Roma o Pisa”.

Se la struttura pubblica è “sicura e bella”, non si può dire lo stesso per le celle private che versano ancora in uno stato di degrado. “Il bello chiama il bello – assicura  la dirigente del Servizio Beni Monumentali Natascia Frasson -: auspichiamo che la fine del cantiere sia l’inizio di un percorso virtuoso da parte dei privati che facciano a gara per rendere le tombe e cappelle una più bella dell’altra, così da ridare davvero splendore a questo luogo”.

La fine del cantiere è stata l’occasione per completare i lavori di pulizia di Ferrara Tua e Amsefc negli spazi chiusi e poco frequenti già prima del sisma. “In questi due anni di cantiere abbiamo cercato di garantire la continuità dei servizi del cimitero, non abbiamo bloccato nessuna sepoltura ma i disagi sono stati inevitabili per i parenti che non hanno potuto accedere alle tombe dei propri cari” spiega il direttore generale di Ferrara Tua Stefano Lucci, insieme al dirigente tecnico Enrico Pocaterra, che manterrà gli uffici aperti al pubblico anche il 1° novembre.

Il tour in Certosa – partito dal claustro di 17mila mq, una piccola parte dei 17 ettari complessivi che rendono il cimitero un vero e proprio quadrante della città – si è soffermato sull’area Massari, “una delle zone più belle della nostra Certosa – rimarca Modonesi – dove in fase di restauro sono state scoperte cornici affrescate protette con una cupoletta”.

Mentre viene tenuta sotto controllo la vistosa crepa nella cappella Massari – “brutta a vedersi ma che non provoca problemi strutturali” chiarisce l’assessore –  e si continua il monitoraggio dell’umidità, un altro grave problema del complesso, continuano i lavori al Tempio di San Cristoforo. L’appalto si avvia verso la conclusione: l’obiettivo è di riaprire il 22 dicembre con un concerto aperto alla cittadinanza, ma il cantiere proseguirà all’interno per il restauro delle prestigiose opere in deposito.

Durante la visita guidata – a cui hanno presenziato i progettisti e rappresentanti del pool di quattro imprese che hanno realizzato l’intervento (gli architetti Pietro Pigozzi e Maria Di Donato e gli ingegneri Davide Codecà e Andrea Bernagozzi) – è stato presentato anche il ‘pacchetto viabilità’ per la commemorazione dei defunti: l’1 e 2 novembre verrà attivata, come ogni anno, la navetta Tper che partirà dalla stazione ogni mezzora, dalle 9.30 alle 12 e dalle 14 alle 16.30, con ritorno dalle 9.45 alle 12.15 e dalle 14.15 alle 16.45 dalla Certosa. Previsti anche parcheggi straordinari in piazza Ariostea.

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