Mar 23 Ott 2018 - 140 visite
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Legge Basaglia, 40 anni dopo nell’ex ospedale psichiatrico

Comune, Dipartimento di Architettura, Festival dei Diritti e Teatro Nucleo insieme per celebrare l'anniversario 

La Legge Basaglia compie 40 anni e Ferrara celebra questa conquista di civiltà giovedì 25 ottobre alle 17 nel salone d’onore di palazzo Tassoni Estense (via Ghiara, 36) con un doppio appuntamento: lo spettacolo teatrale Memorie dal Reparto n. 6 di Teatro Nucleo e la proiezione del documentario L’attore in manicomio.

L’evento, proposto nell’ambito del Festival dei Diritti, è anche l’occasione per ricordare il lavoro di Antonio Slavich, già direttore dell’ospedale psichiatrico di Ferrara e collega di Franco Basaglia.

Proprio Antonio Slavich, negli anni ’70, chiamò a Ferrara Horacio Czertok e Cora Herrendorf, fondatori di Teatro Nucleo, che assunsero un ruolo importante nel processo di trasformazione dell’ospedale psichiatrico della città estense, da lager a luogo di cultura e ricerca.

Il video L’attore in manicomio racconta questa esperienza, registra le attività di Teatro Nucleo nei reparti e nei cortili dell’istituzione psichiatrica nel 1977, un anno prima che la legge 180, nota come Legge Basaglia, entrasse in vigore: il documentario, girato col video 1/2 pollice a nastro aperto, è un raro reperto che fa conoscere le condizioni manicomiali precedenti alla riforma e mostra come il teatro ne modificasse gli equilibri, dando la possibilità ai degenti di mescolarsi, misurarsi, confrontarsi con infermieri, medici e volontari in quegli stessi spazi dove avverrà la proiezione: Palazzo Tassoni Estense, che ospita il Dipartimento di Architettura, è stato infatti la sede dell’ospedale psichiatrico e –successivamente alla sua chiusura– ha accolto per dieci anni le attività di Teatro Nucleo.

La presentazione del documentario sarà preceduta dallo spettacolo Memorie dal Reparto n. 6, diretto da Cora Herrendorf e interpretato da Daniele Giuliani, che si ispira liberamente all’omonimo racconto di Anton Čechov delle segregazioni e delle brutalità a cui venivano sottoposti i degenti psichiatrici nella Russia zarista dell’Ottocento.

«I protagonisti – lo psichiatra Andrèj Efimjc e il folle Ivan Dmitric Gromov – sono entrambi, con i loro elevati principi di umanità e di giustizia, piegati dalla vita e dalla storiam – spiega la regista argentina Cora Herrendorf -. Pagano il prezzo di un modo di essere empatico e idealistico che urta contro una realtà sociale impregnata a tutti i livelli di meschinità, opportunismo, corruzione, spietatezza, cattiveria».

La poetica universale dello scrittore russo è quanto mai attuale in un momento storico in cui si vuole mettere in discussione la Legge Basaglia, «una conquista di civiltà che rischiamo di perdere» – come dichiara Cora Herrendorf – e sulla quale Ferrara accende i riflettori il 25 ottobre, in questo evento, che nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara, il Comune di Ferrara, il Festival dei Diritti e Teatro Nucleo.

Un appuntamento interessante per chi c’era, per non dimenticare. E per chi non c’era ancora, per conoscere. Ingresso a offerta libera.

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