Cronaca
16 Ottobre 2018
Giovanna Mazzoni dei No Salvabanche prende le parti dell'ex presidente del Cda oggi a processo: “Persona rispettabilissima. Senza il commissariamento senz'altro saremo andati avanti in modo adeguato”

Carife. “Lenzi agì a tutela dei risparmiatori, ministero e Banca d’Italia devastanti”

di Daniele Oppo | 2 min

Leggi anche

Mazza-gol, l’Ars et Labor in dieci batte il Russi

L'Ars et Labor vince 1 a 0 contro il Russi, grazie alla rete in avvio di Mazza. Il gol che segna le sorti dell'incontro arriva al 16', pochi minuti prima dell'espulsione di Giacomel che costringe i biancazzurri a giocare in inferiorità numerica per circa un tempo e mezzo

Paura in via Monti. Schianto scooter-rider, in due al Sant’Anna

Spaventoso schianto - fortunatamente senza gravi conseguenze - a Ferrara dove, nel primo pomeriggio di sabato 28 febbraio, un rider in sella a una bicicletta elettrica e un uomo alla guida del proprio scooter sono rimasti coinvolti in un violento sinistro stradale

Sorpreso con l’hashish e 2mila euro in contanti. Denunciato studente 18enne

È stato sorpreso in un atteggiamento sospetto mentre, in compagnia di un amico, confezionava sigarette artigianali estraendo più volte qualcosa dal giubbino. Un sospetto che si è rivelato fondato quando gli uomini della Polizia Locale in abiti civili sono entrati in azione, rovinando il pomeriggio dello studente di 18 anni,

Cade dal tetto mentre lavora, 52enne lotta per la vita

Lotta tra la vita e la morte l'uomo di 52 anni che, durante la serata di venerdì 27 febbraio, è caduto dal tetto di uno stabile di proprietà a Monestirolo, mentre stava effettuando alcuni lavori di riparazione dell'immobile adiacente alla propria abitazione

(archivio)

È una difesa forse inaspettata quella che Giovanna Mazzoni, pasionaria ferrarese dei No Salvabanche, riserva a Sergio Lenzi, ex presidente del Cda di Carife, e al resto del management a processo per il crac da aumento di capitale del 2011.

“In coscienza – afferma la signora Mazzoni a margine dell’udienza di lunedì mattina – ritengo che si sia attenuto a principi di tutela dei risparmiatori, ha agito con grande energia mentre il Mef e la Banca d’Italia sono stati devastanti”. “Io un po’ mi sbilancio su Lenzi – continua la rappresentante più nota dei No Salvabanche -: è una persona che non ha mai mancato ai suoi obblighi quando era presidente, anche della Fondazione, è una persona rispettabilissima”.

L’occasione per chiederle di parlare dell’ex presidente non nasce dal nulla: durante l’udienza, infatti, Lenzi si è alzato dalla seggiola che occupava nell’aula B del tribunale per recarsi nella zona riservata agli spettatori, tra i quali c’era, appunto, la signora Mazzoni. E le ha consegnato una busta che conteneva una lettera-documento che ricostruisce la vicenda Carife.

“Lui asserisce di aver operato con grandissima energia ma con impotenza”, spiega Mazzoni parlando di Lenzi, per poi aggiungere una sua visione personale: “Senza il commissariamento, senz’altro saremo andati avanti in modo adeguato”.

Insomma, le colpe vere del crac non vanno ricercate nelle persone oggi a processo, ma nei piani altissimi, in quel ministero dell’Economia e delle Finanze e in quella Banca d’Italia che commissariò la cassa estense che “hanno sottovalutato le condizioni della città”. L’esempio viene richiamando la deposizione nell’udienza precedente di Carlo Di Salvo, uno degli ispettori di Bankitalia (nonché dell’allora dg Saccomanni), che fanno dire alla Mazzoni che i suoi funzionari “non avevano rapporti con il territorio. Agivano senza avvertire l’urgenza e la gravità, soprattutto dopo il terremoto. Questi organi di vigilanza non avevano la consapevolezza della preziosità del risparmio e dei rapporti sul territorio, andavano avanti con pochi dati”.

“Conto che la Banca d’Italia assuma il principio della dichiarazione di verità – conclude Mazzoni – e ritorni a verificare quanto il commissariamento è stato deleterio”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com