gio 11 Ott 2018 - 223 visite
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Fame zero e buone pratiche alimentari: gli agricoltori entrano a scuola

Confagricoltura il prossimo 16 ottobre sarà in 11 istituti scolastici provinciali e incontrerà 1700 studenti

di Simone Pesci

Gli agricoltori, per qualche ora, lasciano i campi ed entrano nelle scuole per salire in cattedra. Con l’obiettivo di lavorare per la fame zero, Confagricoltura Ferrara il prossimo 16 ottobre – la Giornata mondiale dell’alimentazione instituita da Fao – varcherà i cancelli di undici istituti scolastici sparsi sul territorio provinciale, coinvolgendo complessivamente 1700 studenti.

L’appuntamento è giunto al quarto anno e vuole essere un momento dove dispensare ai ragazzi le buone pratiche sull’alimentazione a trecentosessanta gradi, da come evitare gli sprechi all’importanza di una corretta dieta.

“Lo scopo è proprio quello di informare su come l’agricoltura si approcci sul tema della fame zero e su come sia cambiata nel corso degli anni”, evidenzia il presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli. In ogni istituto due agricoltori dialogheranno con gli studenti, per quella che è “un’opportunità per presentare una delle vocazioni e principale fonte di reddito del territorio, ma anche i suoi prodotti e le opportunità lavorative del settore agricolo” commenta Maria Gaiani, dirigente scolastico dell’I.C. De Pisis.

Nel corso dell’incontro, agli alunni sarà distribuito un vero e proprio vademecum su come evitare gli sprechi alimentari e un opuscolo che presenta la mela, un prodotto “principe del nostro territorio e che nella dieta non può mancare”.

Se il Fao per la giornata del 16 ottobre ha deciso di puntare sulla tematica della fame zero, l’agronomo e accademico ordinario dell’Accademia nazionale dell’agricoltura Roberto Piazza esordisce con una notizia confortante: “Dieci anni fa c’era più gente che aveva fame rispetto agli 800 milioni di cui si parla ora. Il merito è degli agricoltori e di chi ha portato l’agricoltura nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo”.

Per fare meglio e per incontrare una sensibilità sempre maggiore fra il pubblico, secondo Piazza, non si può che partire dalle scuole: “Educarne uno per educarne tanti. Dietro un bambino, infatti, ci sono i genitori, i nonni e tutti i parenti”.

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