Gio 4 Ott 2018 - 4412 visite
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Lama alla gola, dottoressa sequestrata in carcere

Il medico in balia del detenuto per mezz'ora. Liberata dalla Polizia penitenziaria

Ha spintonato l’agente dell’infermeria e ha afferrato per un braccio il medico di guardia, una donna, puntandole una lametta alla gola. La dottoressa è rimasta in balia del detenuto, un uomo di 48 anni di nazionalità italiana, per trenta minuti. Mezz’ora è durato in fatti il sequestro, avvenuto dalle 13.30 di ieri (mercoledì 3 ottobre) fino all’incirca alle 14 all’interno del carcere di Ferrara.

Le urla del medico hanno poi attirato l’attenzione del personale presente nelle vicinanze e l’intervento successivo dell’ispettore di sorveglianza, del comandante e del direttore dell’Arginone ha evitato il peggio.

A dare la notizia è Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp (l’Organizzazione sindacale autonoma di Polizia penitenziaria), che parla di “ennesima tragedia sfiorata in un carcere italiano, dove ormai i detenuti più facinorosi si sentono quasi legittimati a porre in essere tali esecrabili condotte”.

Il folle gesto sembrerebbe dettato, dalle prime informazioni fornite dalla stessa Osapp, dalla richiesta, fino ad oggi inevasa, di trasferimento.

“L’intervento della Polizia penitenziaria ha sicuramente evitato il peggio e a tutto il personale va il nostro plauso e riconoscimento – prosegue Beneduci -. Ma non basta fermarsi ad una semplice presa d’atto di una situazione che ogni giorno in molti penitenziari italiani si fa sempre più difficile ed insostenibile”.

Secondo il segretario del sindacato “è giunto il momento da parte dei vertici dell’amministrazione nominati dal nuovo governo e dal governo stesso di dare attuazione a un programma che preveda migliori condizioni operative nelle carceri e che faccia della sicurezza, compreso il ripristino delle sanzioni disciplinari, un tema all’ordine del giorno”.

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