Ven 24 Ago 2018 - 135 visite
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Dalla musica ai segni, Mauro Iandolo al Buskers Deaf 2018

Workshop in programma nella mattinata di sabato 25 agosto. L'ospite: "La parte più difficile nel tradurre una canzone è trasformare le metafore"

Foto tratta dalla pagina facebook Mauro Iandolo LIS performer

Quello di Mauro Iandolo, 35enne di Nettuno, è un nome ben conosciuto da chi vive il mondo della lingua dei segni. Figlio di sordi segnanti, infatti, ha passato la sua vita a stretto contatto con la Lis, tanto da diventare assistente alla comunicazione e interprete.

La mattina di sabato 25 agosto, grazie all’associazione per l’Inclusione di Udenti e Sordi (Aidus) di Ferrara, il performer romano terrà un workshop sulle differenti modalità espressive della cultura sorda, illustrando ai partecipanti le migliori tecniche per tradurre favole, canzoni e arti tipiche di questo linguaggio come il Visual Vernacular.

Le sue esperienze con la danza, classica e contemporanea, e con il teatro hanno successivamente contribuito a renderlo anche il primo “performer Lis” italiano, divenuto famoso grazie a youtube e ai suoi videoclip segnati in cui riesce a trasformare le parole in segni.

In lui, la passione per la musica è sempre esistita. Da bambino, viaggiando in auto con la famiglia, era solito cantare i pezzi che sentiva per radio e, quando la madre incuriosita gli chiese di tradurre la canzone trasmessa (“Di sole e d’azzurro”, ricorda Mauro), il giovane capì che era effettivamente possibile trasformare la musica in qualcosa di visivo.

“La parte più difficile nel tradurre un’opera musicale – spiega Iandolo- è cercare di trasformare metafore dall’italiano alla lingua dei segni, seguendo comunque il ritmo”.

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