gio 19 Lug 2018 - 849 visite
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L’esposto delle ‘magliette rosse’ contro Salvini

Il gruppo Refugees Welcome chiede alla procura di verificare la liceità della condotta del ministro dell'Interno sia per le sue frasi contro i Rom che per la gestione dell'accoglienza

Chiede di valutare “la sussistenza di eventuali profili di rilevanza penale” nella condotta tenuta dal ministro dell’Interno Matteo Salvini nella gestione dei migranti: dall’intenzione di procedere a un censimento dei rom per procedere con l’espulsione degli stranieri, mentre quelli italiani “purtroppo ce li dobbiamo tenere”, al divieto di attracco della nave Aquarius fino alla vicenda della nave Diciotti . È l’esposto che giovedì mattina il gruppo Refugees Welocome di Ferrara presenterà domani in procura a Ferrara.

L’esposto, sotto si può leggere il testo integrale, chiede alla procura di valutare l’eventuale violazione delle norme costituzionali che vietano la discriminazione su base etnica e delle leggi e “se il rifiuto di autorizzare l’attracco nei porti italiani come nella vicenda Aquarius e, da ultimo, nella vicenda Diciotti, che hanno visto impedito, ritardato o ostacolato l’approdo nel porto sicuro più vicino di persone vulnerabili (bambini, donne incinte, persone malate o ferite) sia in violazione della Convenzione Internazionale sulla ricerca e il salvataggio marittimo, siglata ad Amburgo nel 1979 e ratificata dall’Italia dalla l. 147/89. Una convenzione che fissa l’obbligo di soccorso in mare a chi sia in pericolo di vita e quello del suo trasferimento in luogo sicuro”.

L’iniziativa verrà presentata alla stampa e alla cittadinanza nella mattina di giovedì da privati cittadini che, per l’occasione, indosseranno le magliette rosse.

Il 18 giugno 2018 ho appreso dai notiziari televisivi che il ministro degli Interni, Matteo Salvini, ha dichiarato l’intenzione di procedere ad un censimento dei Rom (con ciò presumo intendendo tutta la popolazione nomade) in Italia al fine di espellere quelli stranieri, aggiungendo che quelli italiani “purtroppo ce li dobbiamo tenere”. Il giorno seguente dalla lettura dei giornali ho avuto conferma che queste sono le intenzioni del Ministro, nonostante alcuni termini siano stati corretti, e che comunque la frase sopracitata non è stata ritirata o ritrattata. Tali dichiarazioni mi hanno profondamente offeso/a e preoccupato/a, tanto più che provenivano da un Ministro in carica, tenuto, anche per giuramento, al pieno rispetto delle leggi, in primis della Costituzione che esclude qualunque discriminazione sulla base dell’appartenenza etnica. Ne ho ricavato il convincimento che il Ministro volesse promuovere una forma di discriminazione razziale e stigmatizzare una minoranza di cittadini esponendoli al disprezzo e all’odio.
A seguito di queste dichiarazioni si sono, per altro, già verificati i primi gesti di grave intolleranza, compiuti inneggiando al nome del Ministro.
Il Ministro dell’Interno di un Paese democratico è il garante dell’ordine pubblico e della sicurezza di tutti i cittadini. La nostra Costituzione, la Costituzione su cui il Ministro Salvini ha giurato, all’articolo 54, impegna tutti i cittadini alla fedeltà alla Repubblica. Dunque, non è oggettivamente accettabile che egli possa pronunciare frasi che assumono il tono di una minaccia anche nei confronti di un singolo individuo. Affermare che caccerà dal nostro Paese tutti i componenti di una etnia, segnatamente quella Rom, ma che “purtroppo quelli di cittadinanza italiana dobbiamo tenerceli” espone una intera minoranza a rischi assai gravi e viola contemporaneamente interi capitoli della nostra Costituzione, la Legge che punisce chi incita all’odio razziale e la Carta dei diritti che è uno dei pilastri fondanti dell’Unione Europea. All’articolo 2 la Costituzione garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità; all’articolo 16 il diritto di ogni cittadino a circolare e soggiornare liberamente in tutto il territorio nazionale. Qualsiasi forma di discriminazione, fondata sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica e sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione, è vietata. Né può essere fonte di discriminazione l’appartenenza ad una minoranza nazionale, quali sono i cittadini italiani di etnia rom e di lingua romanì, che si intende schedare con appositi censimenti e con la creazione di liste di proscrizione.
Vorrei, altresì, segnalare l’atteggiamento tenuto fino ad oggi da parte del Ministro degli Interni rispetto al tema dell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e chiedo di verificare se il rifiuto di autorizzare l’attracco nei porti italiani come nella vicenda Aquarius e, da ultimo, nella vicenda Diciotti, che hanno visto impedito, ritardato o ostacolato l’approdo nel porto sicuro più vicino di persone vulnerabili (bambini, donne incinte, persone malate o ferite) sia in violazione della Convenzione Internazionale sulla ricerca e il salvataggio marittimo, siglata ad Amburgo nel 1979 e ratificata dall’Italia dalla l. 147/89. Una convenzione che fissa l’obbligo di soccorso in mare a chi sia in pericolo di vita e quello del suo trasferimento in luogo sicuro.
Tanto premesso il presente esposto ha lo scopo di porre all’attenzione del Procuratore della Repubblica accadimenti ampiamente noti e documentati, affinché vengano effettuate le opportune indagini e valutata la sussistenza di eventuali profili di rilevanza penale.
Per quanto sopra esposto e motivato la/il sottoscritta/o…………………………………………… come sopra identificata/o, chiede che Il Procuratore della Repubblica di Ferrara voglia disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti in narrativa, valutando gli eventuali profili di illiceità penale degli stessi e, nel caso, procedere nei confronti del responsabile.
Chiede, infine, di essere avvisato ex art. 406 c.p.p. in caso di richiesta di proroga delle indagini preliminari ed ex art. 408 c.p.p. in caso di richiesta di archiviazione.
Allega fotocopia della carta d’identità.
Deferenti ossequi.

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