Mar 17 Lug 2018 - 664 visite
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Coopcostruttori, il Comune deve 97mila euro ai curatori. E scoppia la polemica

Conclusi 22 anni di contenzioso. Tagliani: "Abbiamo resistito, così non paghiamo miliardi"

di Martin Miraglia

“All’epoca non c’era un funzionario preposto alla questione dell’Imu?”. È una domanda del capogruppo della Lega Giovanni Cavicchi a innescare, seppur involontariamente nella sua provocatorietà, un dibattito in consiglio comunale sulla vicenda Coopcostruttori che ha visto, durante la seduta di lunedì, anche l’intervento rabbioso del sindaco Tiziano Tagliani a ribadire la correttezza dell’operato dell’amministrazione sulla resistenza per quattro gradi di giudizio — uno in più dei tre a causa di un rinvio da parte della Cassazione — alle pretese dei curatori della fu cooperativa tuttofare argentana.

Bisogna però andare per ordine. Ad essere discussa, dopo due ore di dibattito sulla Ztl, è una legittimità di debiti fuori bilancio che riguardano cifre irrisorie per una casa in Toscana che il Comune aveva ereditato ed affidato poi ad agenzie immobiliari della zona. L’Imu si perde per strada e l’amministrazione si trova costretta così ad agire: il provvedimento passa senza intoppi, ma viene respinta, dopo la domanda provocatoria dell’esponente del Carroccio, l’immediata eseguibilità del provvedimento che si era resa necessaria per evitare di incorrere in interessi e sanzioni.

Il problema è il punto successivo: un altro debito fuori bilancio ma di tutt’altra pasta, che deriva dalla sconfitta dell’amministrazione certificata dalla Corte d’Appello di Bologna in una causa che intentò la Coopcostruttori quando ancora c’erano le lire.

La cooperativa chiese all’epoca 13 miliardi “corrispondenti a circa 5.7 milioni di euro”, spiega l’assessore al bilancio Luca Vaccari, a seguito di interventi sulle mura e nel centro storico “che il Comune non ha mai pagato, e dopo una condanna nel 2002 per circa 195mila euro nei confronti del Comune Coopcostruttori decide di fare appello, che viene però respinto” e così dopo il subentro dell’amministrazione straordinaria della società arriva il ricorso alla Cassazione che rinvia al secondo grado la diatriba che a questo punto considerando interessi e rivalutazione monetaria supera i 17 milioni di euro.

Alla fine l’accoglimento del ricorso da parte della Corte d’Appello è solo parziale, il Comune dovrà pagare 62mila euro e spiccioli che sommati a interessi e rivalutazione fanno un totale di 97mila euro da saldare ai curatori della coop argentana e si pensa di saldarli con l’avanzo di bilancio. “Viste le richieste iniziali questo contenzioso molto vecchio si è concluso favorevolmente per noi”, conclude Vaccari.

La discussione pregressa però fa saltare i nervi ad Alberto Bova che richiama l’opposizione alle proprie responsabilità, accusandoli ad alta voce di non fare gli interessi dei cittadini “ai quali fate un dispetto”. È il finimondo, a quel punto, che va a riprendere storie e intrecci politici vecchi decenni. Dopo una breve replica di Cavicchi e una conciliazione di Marcucci tocca a Rendine, che dice di notare che Bova indossa una camicia nera “e la sua replica e il suo tono di voce sono dello stesso colore della camicia, non posso che fare i complimenti. Quest’amministrazione dimostra cocciutaggine insieme ai funzionari, coperti dalla stessa. Per gli errori si è speso tantissimo e non si trova mai un responsabile, cercate di individuarlo”.

Segue ancora uno scambio di battute di qualche consigliere prima che prenda la parola direttamente Tagliani: “Sono meravigliato, negli anni ’80 questa cooperativa è stata aggiudicataria di tutti i lavori pubblici di questa provincia. Tutti, e se ne è fatto un caso politico nazionale. Quando divento vicesindaco nel ’99 io e Sateriale parliamo insieme al comandante della Finanza per due ore e mezza che ci dice ‘avete un contenzioso per decine di miliardi. Guarderemo con attenzione quello che deciderete di fare'”.

Poi arriva l’attacco alle opposizioni: “Questo contratto è del 1988, secondo voi dobbiamo andare a vedere a chi era stato assegnato trent’anni fa l’incarico di direttore dei lavori di questo cantiere, se volete ci possiamo togliere la curiosità, ma quello che conta è che venne deciso di resistere alle pretese di quella cooperativa nonostante la pressione politica importante che esercitava in questa provincia. Il vostro problema è che dopo 22 anni di cause per miliardi dobbiamo pagare 97mila euro? Non so cosa sia la politica ma qui non ci siamo più, io ho scritto una letteraccia ai liquidatori della Coopcostruttori perché sette mesi fa mi hanno chiesto perché non volevo chiudere la transazione scrivendo ai detentori delle obbligazioni che non venivano risarciti perché non volevamo pagare”.

“Ci siete o ci fate? Va bene tutto, ma la Costruttori era il potere di questa città, ha fatto delle assemblee invitando Sateriale a difendersi perché aveva deciso di resistere – si sfoga il primo cittadino -. Questa provincia si è spaccata, si sono creati partiti nuovi, io sono basito da questo dibattito. Se dovete governare voi ci sono tante cose da fare, in termini di trasparenza, di legalità, di prendersela con i poteri forti. I poteri forti erano il direttore dei lavori di trent’anni fa e non Donigaglia? Noi abbiamo fatto una scelta politica di resistere non facendo una scelta che avrebbe potuto salvare la cooperativa, e abbiamo fatto bene”.

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