Mar 10 Lug 2018 - 133 visite
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Radici, tradizioni e territorio al centro di Elba Book festival

Si terrà dal 17 al 20 luglio la manifestazione culturale sull’Isola nel Tirreno di cui la città estense è partner

La quarta edizione di Elba Book, l’unico festival isolano rivolto all’editoria indipendente, porterà con sé alcuni tratti del temperamento ferrarese. Sarà rinnovato così, da martedì 17 a venerdì 20 luglio nel centro storico di Rio sull’isola d’Elba, il patto d’amicizia tra il Comune di Ferrara e quello di Rio stretto lo scorso 2016. Gli appuntamenti con i vari ospiti verteranno sul tema – assunto anche a logo 2018 da Marco Barretta e Liberamente Design – delle radici, ossia il radicamento al territorio di appartenenza e il ritorno alla tradizione, senza chiudere i porti o negare uno scambio paritario tra individui.

«È necessario ripartire da un pensiero selvatico, al contempo poetico, per ritrovare il senso degli spazi che abitiamo e che rischiamo di dare per scontati. Ferrara e Rio nell’Elba, come tante altre periferie italiane, cominciano già a mostrarne la sofferenza. Affidarsi ai luoghi per allentare il controllo che la nostra società sta esercitando eccessivamente – esordisce il direttore artistico Marco Belli – non significa fare una parte, o mettersi a ogni costo sullo scranno di chi si crede un intellettuale. A questo proposito consiglio il libro di Matteo Meschiari “Geoanarchia. Appunti di resistenza ecologica”, un testo politico di vera e propria resistenza ecologica».

Cultura significa condivisione e reciprocità, includendo l’altro da sé e cercando di comprenderne le radici più lontane. D’altronde, riuscire a perdersi significa ribaltare il concetto di frontiera, trasformare un limite geografico e ideologico in un motivo di forza. «Lo raccontano con efficacia Giorgio Vasta e Ramak Fazel – aggiunge Belli – in “Absolutely nothing”. Il viaggio non deve essere esclusivamente alla ricerca dell’ignoto, ma è necessario praticare gli spazi che non notiamo più, che ci sfuggono come la nostra provincia. “Casapercasa” di Sandro Abruzzese trasmette una tenerezza sconfinata per Ferrara, senza tralasciare lo sguardo responsabile con cui l’autore continua ad approcciarsi alla città».

Elba Book condensa esperienze e nuovi punti di vista, offrendo un’occasione di confronto direttamente in piazza insieme a qualche consiglio di lettura. In quest’edizione ospiterà circa 30 case editrici, organizzando tavole rotonde e dibattiti su temi di resilienza culturale e resistenza intellettuale, grazie all’impegno dei curatori ferraresi che ogni estate si trasferiscono sull’isola. Ma non solo: nel corso della quattro giorni si susseguiranno laboratori di riciclo per i più piccoli, degustazioni dei prodotti locali, performance, installazioni artistiche, spettacoli teatrali, escursioni, reading e concerti all’aperto.

Le parole possono coprire qualsiasi distanza: il Premio dedicato a Lorenzo Claris Appiani, ideato dai docenti ferraresi Roberta Bergamaschi e Giorgio Rizzoni con la supervisione scientifica dell’Università per Stranieri di Siena, quest’anno si è focalizzato sulla migliore tradizione letteraria dal cinese all’italiano. Prima sulla Terrazza del Barcocaio, il salotto buono di tutta l’Elba, poi all’Ibs+Libraccio durante il prossimo Festival di Internazionale, saranno presentati i due titoli che hanno vinto il concorso letterario: “Il podestà Liu e altri racconti” di Yan Lianke (Atmosphere), tradotto da Marco Funari, e “Lanterna e il distretto dei ciliegi” di Jia Pingwa (Elliot), tradotto da Barbara Leonesi e Caterina Viglione.

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