Comacchio
25 Giugno 2018
I writers provenienti da tutta Europa hanno lasciato letteralmente il segno

Il Manufactory Festival svela il nuovo volto dello Stadio Raibosola

di Redazione | 3 min

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di Giuseppe Malatesta

Comacchio. Hanno lasciato letteralmente il segno i writers provenienti da tutta Europa, selezionati per la prima edizione del Manufactory Festival per regalare un nuovo volto allo stadio Raibosola di Comacchio. I murales, realizzati a tema ‘mare’ in pochi giorni, corrono infatti lungo l’intero muro di cinta, attirando l’attenzione su un quartiere che gli amministratori sognano da tempo di veder rivivere.

“Anche questa iniziativa, che abbiamo abbracciato subito volentieri, si inserisce in un percorso di rilancio di una zona del capoluogo a lungo tagliata fuori, limitata e distaccata: oggi la vediamo sotto i riflettori nel segno dell’arte, presto sarà anche luogo di aggregazione grazie allo sport”. Sono le parole dell’assessore alla cultura Alice Carli, nel giorno dell’inaugurazione ufficiale delle ‘opere di street art’, poco distanti da dove nei prossimi mesi sorgerà una nuova cittadella dello sport.

Il colpo d’occhio artistico porta la firma dei giovani graffitari arruolati da Riccardo Buonafede, ideatore del Festival e dal direttore artistico Marco Miccoli – talenti che hanno trovato in Spazio Marconi, il fab-lab del Comune di Comacchio, una realtà in cui mettere a frutto e trasmettere la loro creatività. “L’impresa mi spaventava non poco all’inizio – confessa Buonafede – ma sono contentissimo di come sia andata, abbiamo lavorato tutti in sintonia, ho avvertito buone ‘vibrazioni’. Per me è stata un’esperienza travolgente ed emozionante”. Stesso mood di Miccoli, che ha speso parole di gratitudine al Comune di Comacchio, “perché non è facile trovare qualcuno che sostenga la street art, che spero possa conquistare anche altri angoli di Comacchio in futuro”.

Della squadra anche Dario Buora e Antonello Piparo, anche loro proiettati sui progetti futuri di Spazio Marconi. Dalla sua il sindaco Marco Fabbri ha quasi dato per scontato il sostegno ad un “progetto che non è calato dall’alto ma parte dal basso, dalle richieste della comunità. Ci fa piacere dare spazio a chi, spesso per una visione socio culturale un tantino chiusa, è costretto a realizzare questi capolavori in clandestinità e in condizioni di scarsa sicurezza. A Comacchio avranno porte aperte, abbiamo bisogno di tutto questo, della contaminazione culturale che portano esperienze simili: siamo una città di ponti, e in un quartiere che gioverà di tutto questo. In questi anni, sforzi e investimenti non mancano per Raibosola, che vogliamo diventi un luogo da vivere”.

Alessandra Carloni, Reve, Krayon, Ironmould, Davide Bart Salvemini, Diessenso Cognitivo, Brome, Mask e Paolo Psiko sono i writers intervenuti, affiancati e non certo ‘oscurati’ da Dzia, ospite d’eccezione del Festival, writers belga di fama internazionale il belga Dzia, autore di veri e propri capolavori murali in giro per l’Europa e ora anche di un grande murales tutto dedicato alla città lagunare, con protagonista sua maestà l’anguilla – tra le peculiarità di Dzia, la sua ‘scelta artistica’ di non mostrare il suo viso in foto, ovunque nel web e sulla carta stampata, ragion per cui lo si vede ritratto con uno smile nella foto di gruppo.

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