gio 21 Giu 2018 - 4530 visite
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Filmata violenza in Gad, negoziante mette in vendita attività

Scontro in pieno giorno tra due giovani africani. La commerciante esasperata: "Abbiamo paura". Dure critiche all'amministrazione da M5S e Lega

Non è durata molto la quiete in via Ortigara, che dopo la rissa notturna ‘a colpi di machete’ dell’11 giugno è stata teatro di un nuovo episodio di violenza. Questa volta si è trattato di un violento scontro tra due giovani africani, che attorno alle 17:45 di mercoledì si sono picchiati di fronte al bar e al minimarket all’altezza della curva dello stadio che rappresentano uno dei principali luoghi di ritrovo delle comunità africane a Ferrara.

Una scena che ha lasciato di stucco residenti e commercianti della via, al punto che la parrucchiera ‘Intrecci’ situata a pochi metri dalle due attività ha filmato e registrato l’accaduto, divulgando un video su Facebook che in poche ore è stato condiviso da migliaia di utenti. Le immagini mostrano i due giovani mentre si insultano e azzuffano lungo il vialetto. Ad un certo punto uno dei litiganti sembra allontanarsi in fuga, ma torna qualche secondo dopo brandendo un’arma improvvisata, forse una catena.

Dopo un nuovo scontro fisico, i due finiscono a terra e arriva una terza persona a separarli e fare da paciere, riuscendo se non altro a interrompere il combattimento ed evitare le conseguenze peggiori. Resta il gelo e la paura di residenti e commercianti, che sembrano ormai arrivati al limite, di fronte a una situazione che si protrae da diversi anni. Al punto che la parrucchiera annuncia la propria resa mettendo ufficialmente in vendita il salone: “Tra poco meno di tre mesi – scrive – usciremo da questo (nostro) negozio con un neonato. E abbiamo paura. Per noi, per le nostre clienti. Perché? Perche deve rimetterci l’immagine di un attività che vive da più di 30 anni? Perché dobbiamo chiuderci dentro, spegnere le luci e aspettare che tutto finisca? Paghiamo regolarmente le tasse, emettiamo regolarmente scontrini fiscali, veniamo sottoposte a regolari controlli. Per questi motivi si valutano proposte di acquisto per ampio negozio del valore commerciale di circa 300 mila euro (prezzo di favore) A Ferrara in famosa zona GAD , tranquilla, verde e ben fornita di bar e drogherie! Affrettatevi”.

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Non tardano ad arrivare le reazioni delle forze politiche di opposizione, come quella del blogger e consigliere M5S Lorenzo Marcucci che chiede un impiego più attivo della polizia municipale: “di fronte a questi eventi – scrive Marcucci – non si riesce assolutamente a capire perché la richiesta di chiusura del locale, fatta recentemente dai Carabinieri, abbia trovato una opposizione cautelativa per il rischio ricorsi, quando in Via Armari é stato sufficiente l’intervento della Polizia Municipale per superamento degli orari di chiusura (cosa che in Via Ortigara denuncio da mesi). Non si comprende perché per i controlli in un locale di Via Modena sia stata necessaria una task force interforze, quando in Trento Trieste è stato sufficiente ancora l’intervento della Polizia Muncipale commerciale per imporre la chiusura. Ormai siamo ben oltre l’uso di quelle qualifiche di Polizia Giudiziaria per la Municipale che, come Movimento, da anni sollecitiamo (era nel nostro programma elettorale) e che la comandante Trentini nella pratica rinnega, imponendo funzioni “essenzialmente amministrative”, come risposto a una mia recente interpellanza. Qui si tratterebbe solo di fare regolari controlli sugli esercizi, per impedire che alcuni di essi possano permettersi cose che altri esercizi, in altre zone, non possono”.

“Ritengo che le responsabilitá della Polizia Municipale, e quindi del sindaco – afferma il consigliere -, siano ormai evidenti. Se credono di non avere i giusti mezzi per poter intervenire da soli, si smetta di sperperare denaro pubblico nella sovvenzione delle solite associazioni per balli e canti, e si investa in formazione ed equipaggiamento del personale. Ci sbandierano lo spostamento del comando in IV Novembre come un successo, ma non si mandano persone armate di fiori a combattere associazioni mafiose. E infatti non lo fanno. L’unica cosa concreta che ha fatto questa giunta per la Gad, è la pulizia della fontana monumetale dell’acquedotto. Sono felice che finalmente abbiano fatto quello che chiedo da mesi, ma quando saremo al governo della città lo faremo da soli, più in fretta e meglio”.

Ancora più duri i toni di Nicola Lodi della Lega Nord, che definisce i protagonisti dello scontro come delle “bestie”. “Ormai ad ogni angolo del quartiere si assistono a risse, accoltellamenti, aggressioni alle forze dell’ordine come se nulla fosse, come se fosse normale accoltellarsi – scrive il segretario comunale del Carroccio -. Parliamo di atteggiamenti criminali e pericolosi anche per chi si trova a transitare con il rischio di cadere nel bel mezzo di una delle tante scorribande. E se passasse un bambino? E se una persona anziana so trovasse faccia a faccia con queste bestie? Uso il termine bestie, credo sia anche troppo diminutivo, chi usa catene, pietre e katane non merita di essere definita persona ma bestia. In una città allo sbando lo stesso assessore alla sicurezza cosa fa? Nulla! In una città normale Aldo Modonesi dovrebbe dimettersi subito per rispetto dei cittadini , per rispetto di quelle attività che rischiano ogni volta alzano la serranda! Modonesi è il prossimo Candidato sindaco? I ferraresi sapranno mandare a casa chi non è stato capace di gestire la sicurezza ma addirittura aumentarla!”.

Dal canto suo, l’amministrazione comunale chiama in causa la questura di Ferrara, a cui spetta la decisione per un’eventuale provvedimento per la chiusura dei locali frequentati dai protagonisti degli episodi di violenza. In una missiva inviata a questura e prefettura, il sindaco Tiziano Tagliani afferma che “essendomi  giunte diverse preoccupate segnalazioni dai residenti di Via Ortigara, in merito all’ennesima rissa  avvenuta nel pomeriggio di ieri (20 giugno) di fronte ad alcuni locali della  Via, avevo necessità di rivolgermi a Voi con celerità. Sono a richiedere nuovamente un’azione diretta a verificare tutte le possibilità volte ad ottenere anche la chiusura degli esercizi commerciali a cui possa essere riferito il periodico disturbo della quiete pubblica e le condotte di rissa tra decine di persone”.

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