Lunedì esercitazione antincendio al Palazzo del Vescovo
L'iniziativa rientra fra le attività obbligatorie per legge, finalizzate a perfezionare le misure di sicurezza in contesti emergenziali e vedrà il coinvolgimento del personale comunale
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L'Assemblea dei Soci di Asp del Delta Ferrarese ha approvato il Bilancio consuntivo 2025 e il Bilancio Sociale 2025
È stato inaugurato venerdì mattina, al piano terra del Municipio, alla presenza della sindaca Sabina Alice Zanardi, il nuovo "Punto di ascolto per consumatori e utenti", un servizio completamente gratuito, rivolto a utenti e consumatori
Parte ufficialmente mercoledì 1° luglio la nuova stagione dell’Emilia Romagna Festival 2026, con l’inaugurazione che si terrà alle ore 21.15 presso la millenaria Abbazia di Pomposa a Codigoro. Il programma prevede i celebri Carmina Burana di Carl Orff
A Codigoro decolla, al piano terra del Municipio, un nuovo servizio di ascolto gratuito, aperto ai consumatori

(foto di archivio)
Codigoro. Era accusata di aver coltivato ben sei piante di marijuana, due delle quali alte 90 centimetri e dalle quali si sarebbero potute estrarre circa 200 dosi. Ma, alla fine, non c’era alcuna prova del suo particolare ‘pollice verde’, e così è stata mandata assolta.
Finisce così il processo per una ristoratrice di Codigoro, denunciata dai carabinieri che avevano fatto una perquisizione nel locale a seguito di una soffiata di un confidente: lì, in quel locale, si spacciava marijuana.
Le piante, effettivamente, c’erano: quattro messe a dimora addirittura in vasetti che si trovavano sul fronte del locale; le altre due, quelle più alte e rigogliose, dalle quali si potevano ricavare 2 etti di infiorescenze con un principio attivo buono per 200 dosi, erano nell’ampio giardino retrostante il locale, vicine a un serbatoio di gas Gpl, trovate perché l’imputata aveva gettato lo sguardo da quella parte durante il controllo.
La signora – difesa dall’avvocato Vittorio Zappaterra – però ha sempre sostenuto la sua innocenza, rifiutando patteggiamenti o riti alternativi. E, alla fine, ha avuto ragione. La difesa ha mostrato come l’area retrostante – dove sono state trovate le piante più ‘problematiche’ – non fosse ricompresa nel contratto d’affitto d’azienda e, soprattutto, che è molto ampia e accessibile praticamente a chiunque. E chiunque poteva accedere anche all’ingresso frontale.
Argomentazioni che hanno evidentemente convinto il giudice che venerdì la assolta per non aver commesso il fatto.
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