Sab 9 Giu 2018 - 335 visite
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Aborto, Boldrini: “Abolizione? Siamo a rischio di arretramento culturale”

La senatrice Pd contro la raccolta firme per un referendum abrogativo: "Diritti non vanno messi in discussione"

Paola Boldrini

“Vivo con molta preoccupazione la messa in discussione di diritti importanti, dalle unioni civili al testamento biologico, passando per l’aborto, per cui, a quarant’anni dall’entrata in vigore della legge, si fanno campagne ‘contro’ usando termini e immagini spesso violente”.

Paola Boldrini, senatrice Pd, prende posizione contro la proposta di abolizione della legge sull’aborto, condannando la recente equiparazione dell’aborto al femminicidio da parte di CitizenGo, a Roma, o la raccolta di firme per un referendum abrogativo in programma oggi (sabato 9 giugno) a Bologna da parte del ‘Comitato No 194’.

“Siamo di fronte al rischio arretramento culturale – avverte Boldini -. E lo affermo come parlamentare e come donna. Le leggi servono per tutelare. E quella sull’aborto può certamente essere aggiornata, sulla base delle necessità che in questi 40 anni sono emerse. La si può ripensare sul fronte servizi, assistenza, supporto. Ma abolirla no”.

La negazione della possibilità di abortire “non porterebbe all’annullamento di questa pratica, che verrebbe semplicemente ripresa in clandestinità, con conseguenze in termini sanitari – nota la senatrice -. Oltre che di perdita della vita, spesso, di chi vi si sottopone. Condannare le donne che vi ricorrono, senza conoscerne motivazioni e storia, presumendo un loro egoismo di fondo, non è certo la strada giusta per riportare la maternità e la famiglia a valori fondanti della società”.

Da qui l’ultimo monito: “Confido che parta un percorso di aggiornamento, cui Ferrara, con il suo patrimonio di esperienza e sensibilità sul tema, può dare un contributo – chiosa la parlamentare ferrarese -. Col coinvolgimento di associazioni e mondo medico. Perché l’obiezione è un altro tema da affrontare. Così come auspico che tutto il mondo della sinistra continui a difendere diritti acquisiti che ci rendono un Paese migliore”.

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