Gio 31 Mag 2018 - 1202 visite
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In Italia crollano gli sbarchi: -80% dal 2017

Il prefetto Campanaro: "Tutti gli indici di criminalità in evidente flessione da anni. In provincia di Ferrara 18 comuni su 23 accolgono"

di Simone Pesci

L’immigrazione è in forte calo, e il fenomeno della criminalità non è strettamente collegato. Si può riassumere così la tavola rotonda che, tenutasi nella cornice di Casa Romei che ospita fino al 10 settembre la mostra sulle migrazioni ‘Entire Life in a Package’, ha riunito autorità e istituzioni. Promotrice della discussione è l’associazione Umanità, il cui presidente Francesco Ferroni, in apertura, sottolinea come “i dati della criminalità negli ultimi 4 anni fanno registrare un calo del 15% di furti, del 27% delle rapine, del 10% delle violenze sessuali, del 19% della prostituzione e del 54% di omicidi volontari”.

A questi segni meno vanno aggiunti i dati forniti da Mario Morcone, per anni consigliere del Ministro degli Interni, che dopo la premessa necessaria – “non esiste, da anni, una modalità di ingresso legale in questo Paese” – rivela come “nei primi 6 mesi del 2017 gli sbarchi sono stati più di 52mila, nello stesso periodo del 2018 ne contiamo poco più di 9mila, un calo di oltre 80%, un crollo totale”.

Morcone si lancia pure in qualche stilettata alla politica: “C’è stata una gestione della comunicazione drammatica, l’enfatizzazione di alcuni fatti di cronaca veri non possono essere strumento per le scelte politiche nazionali”. E ancora: “Non ritrovo una connessione fra l’immigrazione e la criminalità, trovo scandalosa l’operazione di travisamento della realtà sulla pelle delle persone per acquistare consenso politico”. Nella sua analisi Morcone si rammarica pure perché “abbiamo fatto un piano di integrazione, ma poi? C’è stato un problema di governo, serviva uno sforzo a 360 gradi che coinvolgesse le specificità di tutti i dicasteri”.

Nella provincia ferrarese, spiega il prefetto Michele Campanaro, “tutti gli indici di criminalità rispetto a tutte le fattispecie sono in evidente flessione da anni”. E lo erano anche fra il 2014 e il 2016, nel momento “in cui il fenomeno di accoglienza è stato maggiormente centrato”. “A oggi – analizza il prefetto – Ferrara conta 1015 migranti, accolti nei centri gestiti dalla prefettura per effetto della convenzione con Asp. Il nostro è davvero un modello di accoglienza diffusa, perché in provincia 18 comuni su 23 accolgono”.

Nella difficile partita un ruolo importante lo gioca la Polizia che, informa il questore Giancarlo Pallini, per quanto riguarda la città estense – “che vede la presenza di 25300 extracomunitari regolarmente residenti” – ha provveduto a “riaccompagnare alla frontiera 18 persone nei primi mesi del 2018, 20 sono stati nel 2017. Le espulsioni sono stati invece 89”.

“A Ferrara – rendiconta Stefania Carnevale, Garante dei diritti dei detenuti – su 353 detenuti, 133 sono stranieri. I dati nel lungo periodo dicono che i tassi di carcerazione diminuiscono quando una comunità si integra. Gli stranieri rispetto agli italiani fruiscono molto meno di misure alternative, la composizione della popolazione detenuta non restituisce quindi una fotografia chiara della criminalità, ma la restituisce del disagio sociale”.

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